La “dilatazione delle fattispecie penalmente rilevanti” ha “contribuito a produrre un intasamento del sistema” giudiziario. Lo ha detto il Guardasigilli Annamaria Cancellieri, nella sua relazione alla Camera. “Siamo in presenza di un fenomeno imponente di dilatazione, in termini quantitativi, ma soprattutto qualitativi, del lavoro giudiziario provocato non solo da un aumento della litigiosita’ nel campo civile o dell’attivita’ criminale in campo penale – ha aggiunto – le cause sono molteplici e hanno le loro radici anche nelle trasformazioni in atto nelle societa’ moderne, caratterizzate da rapida evoluzione dei processi economici e accrescimento dei diritti e interessi diffusi”. Nel settore civile, “registriamo – ha rilevato Cancellieri – come sia enormemente accresciuto il catalogo di quei diritti soggettivi che, per loro natura, possono trovare soltanto nella via giudiziaria il loro riconoscimento e la loro attuazione. Diritti oggi estesi a tutte quelle situazioni collegate a complessi interessi economico-sociali la cui definizione in sede giudiziaria assume maggiori difficolta’ e tempi sempre piu’ lunghi”.
Anche in materia penale “l’obiettivo prioritario e’ la riduzione dei tempi dei procedimenti”, la cui durata “risulta in tendenziale decrescita per le Corti di Appello e le Procure della Repubblica, mentre lo stesso non puo’ dirsi per i Tribunali”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, in aula alla Camera.
“Sono ben consapevole – ha aggiunto ancora Cancellieri – che il nuovo disegno della geografia giudiziaria, pur nella convinzione della sua indispensabilita’, non e’ stato privo di sacrificio e ha destato non poche preoccupazioni per la classe forense, per i magistrati, per il personale amministrativo e per la comunita’ locale direttamente interessata, preoccupazioni che sono state condivise anche da molti parlamentari. Devo dare atto tuttavia – ha concluso – che il territorio ha risposto con grande disponibilita’, dando prova di profonda maturita’ civica e senso di responsabilita’”.
I provvedimenti di clemenza, come amnistia o indulto, “qualora assunti, non sarebbero destinati a produrre effetti di breve periodo, come in passato, in quanto si sono adottate e si stanno adottando una serie di misure volte a contenere anche nel futuro i nuovi ingressi in carcere”. A sottolinearlo e’ il Guardasigilli Annamaria Cancellieri, nella sua relazione alla Camera. “Al Parlamento – ha rilevato – resta la responsabilita’ di scegliere se ricorrere a quegli strumenti straordinari evocati dal Presidente della Repubblica e che certamente ci consentirebbero di rispondere in tempi certi e celeri alle sollecitazioni del Consiglio d’Europa”.

