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Cronache
Cartabia: "Terroristi arrestati? Niente vendetta. C'era pericolo prescrizione"
Già Presidente della Corte Costituzionale, Marta Cartabia dal 13 febbraio è ministra alla Giustizia nel Governo Draghi. Un recentissimo sondaggio pubblicato da affaritaliani.it la indica come la componente dell'Esecutivo che maggiormente ispira fiducia agli italiani
 
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Cartabia: "Terroristi arrestati? Decisiva la prescrizione. Scattava il 10/5"

Dopo più di quattro decenni le autorità francesi hanno deciso di arrestare i terroristi italiani che si erano rifatti una vita in Francia. La ministra della Giustizia Marta Cartabia, spiega cosa ci sia dietro a questa operazione Italia-Francia, individuando due fattori principali: il tempo e il rapporto Draghi-Macron. "Questa vicenda - spiega Cartabia al Corriere della Sera - si protrae da molto tempo. Dietro questa svolta c’è un lavoro che ha coinvolto negli anni vari soggetti a più livelli. So per certo che c’è stata una telefonata, ai miei occhi decisiva, tra il presidente Draghi e il presidente Macron. Sin dal mio primo colloquio col ministro della Giustizia francese ho percepito una chiara sensibilità alla portata storica e politica del problema, un’umana partecipazione al dolore delle vittime e una netta determinazione ad impegnarsi per porvi rimedio. Non so se le origini italiane del ministro Dupond Moretti, di cui va molto fiero, possano aver giocato un ruolo. Decisivo è stato anche il fatto che, mai come ora, tutte le nostre istituzioni si sono mosse in modo compatto e tempestivo. Una modalità d’azione, a cui ispirarsi sempre".

"Nel colloquio con Dupond Moretti - prosegue Cartabia al Corriere - ho ribadito con fermezza l’importanza del fattore tempo, avendo ben presente il calendario delle imminenti prescrizioni. La prossima sarebbe stata il 10 maggio. E ho voluto anche fare chiarezza una volta per tutte sul duplice equivoco, che per anni ha ostacolato la concessione delle estradizioni: anzitutto stiamo parlando di persone condannate in via definitiva per reati di sangue e non processate per le loro idee politiche; in secondo luogo le condanne sono state pronunciate all’esito di processi celebrati nel pieno rispetto delle garanzie difensive del nostro ordinamento. Di certo, io direi che non dobbiamo aspettarci un rientro a breve, già nei prossimi giorni. Servirà tempo per l'estradizione".

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