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Caso Ranucci, Lavitola-Gomes e le confessioni degli esecutori. Spunta il nome di Sal Da Vinci per “incarichi nella sua sicurezza”

Uno degli arrestati cita il cantante vincitore di Sanremo (estraneo alla vicenda)

Caso Ranucci, Lavitola-Gomes e le confessioni degli esecutori. Spunta il nome di Sal Da Vinci per “incarichi nella sua sicurezza”

Le indagini sull’attentato a Sigfrido Ranucci proseguono, gli esecutori e il mandante però restano in carcere, le loro dichiarazioni ai giudici appaiono “contraddittorie e lacunose”. Valter Lavitola, l’amico di Ranucci che ha confessato di essere il mandante, ieri sarebbe stato picchiato in carcere. Uno scontro avvolto nel mistero che però il suo avvocato non conferma, anche se dal carcere di Rebibbia la notizia è filtrata. Poi ci sono gli esecutori e ognuno racconta cose diverse, tanti non ricordo e riferimenti vaghi. Uno degli indagati per la bomba – riporta Il Corriere della Sera – si fa sfuggire un “gli altri detenuti ci dicono di non parlare con i pm”.

I verbali di due dei pregiudicati – prosegue Il Corriere – restituiscono dettagli e circostanze sul blitz: “Durante il viaggio di ritorno — dice uno degli esecutori — Mutone (Saverio Mutone, altro indagato, ndr) rispondendo alle mie domande… mi confidava che l’incarico era stato commissionato da Gomes, un soggetto a me noto perché, saltuariamente, mi consentiva di lavorare con lui nell’attività di sicurezza di personaggi famosi (per lo più cantanti neomelodici come Sal Da Vinci)“. Altre dichiarazioni tutte da verificare.