Mario Roggero avrebbe ceduto alla moglie quattro fabbricati situati a La Morra il 29 marzo 2024, pochi mesi dopo la condanna in primo grado e il riconoscimento di una provvisionale alle parti civili. La Corte d’Assise d’Appello ha qualificato l’operazione come un’“intestazione fittizia”, inserendola tra gli atti che avrebbero reso più difficile per i creditori aggredire il patrimonio del gioielliere.
Caso Roggero, la cessione dei quattro fabbricati a La Morra
Il 29 marzo 2024 Mario Roggero si sarebbe presentato davanti a un notaio di Alba per sottoscrivere un atto con il quale trasferiva alla moglie Mariangela Sandrone delle quote del proprio patrimonio. Tra i beni interessati figuravano quattro fabbricati situati nel territorio di La Morra.
La Guardia di finanza segnalò l’operazione alla magistratura durante gli accertamenti sulla situazione patrimoniale del gioielliere. Secondo quanto riportato nell’ordinanza della Corte d’Assise d’Appello di Torino, la cessione avrebbe sottratto “una buona parte” dei beni alla garanzia dei creditori.
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L’atto non era precedente al processo. Roggero era già stato condannato in primo grado per avere ucciso Andrea Spinelli e Giuseppe Mazzarino e ferito Alessandro Modica dopo la rapina alla gioielleria di Grinzane Cavour.
La sentenza aveva disposto anche una provvisionale immediatamente esecutiva a favore delle parti civili. La cifra indicata dalla Procura generale è di 480 mila euro, da distribuire tra quattordici familiari dei due rapinatori uccisi e il componente della banda rimasto ferito.
Caso Roggero, perché i giudici parlano di intestazione fittizia
La Corte ha valutato la data, i destinatari e gli effetti patrimoniali della cessione. Il trasferimento alla moglie avvenne dopo la commissione dei reati e dopo la condanna che aveva riconosciuto il diritto delle parti civili a ottenere un primo pagamento.
Per i giudici, la donazione era “fondatamente” finalizzata a disperdere le garanzie sulle quali i creditori avrebbero potuto rivalersi. La cessione dei quattro fabbricati viene definita negli atti un’“intestazione fittizia”, espressione che descrive la convinzione del Collegio secondo cui il passaggio formale non avrebbe modificato la disponibilità sostanziale dei beni.
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Questa è una valutazione contenuta nei provvedimenti giudiziari e non implica, da sola, una nuova condanna penale per il trasferimento degli immobili. Ha però contribuito alla decisione di applicare e mantenere i sequestri conservativi.
Lo scopo del sequestro è impedire che il patrimonio venga venduto, trasferito o comunque sottratto prima che lo Stato e le parti civili possano recuperare le somme riconosciute.
Caso Roggero, il sequestro da 1,17 milioni di euro
Sulla base delle operazioni ricostruite dalla Guardia di finanza, la magistratura ha disposto il vincolo sui beni di Roggero per un valore complessivo di 1,17 milioni di euro. Il provvedimento comprende immobili e altre risorse patrimoniali e risulta ancora in vigore.
Le parti civili avevano stimato in circa 2,45 milioni di euro il possibile risarcimento complessivo da chiedere nel successivo giudizio civile. Un’altra ricostruzione indica richieste per circa 2,3 milioni, divise tra le famiglie delle due persone uccise e Modica. La quantificazione definitiva non è stata ancora stabilita dal giudice civile.
Il trasferimento degli immobili si affianca alle altre operazioni esaminate dagli investigatori, tra cui il passaggio delle quote della gioielleria, bonifici per circa 90 mila euro e il trasferimento di 50 mila euro verso un conto tunisino intestato a Roggero e alla moglie. Quest’ultima somma è stata sequestrata a garanzia delle spese di giustizia, questione distinta dai risarcimenti dovuti alle parti civili.

