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Cronache
Caso Scazzi, cella troppo piccola: sconto di pena per lo "zio Michele"

Cella troppo piccola e mancanza di acqua calda: queste le circostanze che consentiranno a Michele Misseri di uscire prima dal carcere

Sconto di pena per Michele Misseri, il contadino di Avetrana (Lecce) condannato a 8 anni di reclusione per la soppressione del cadavere della nipote Sarah Scazzi, uccisa e gettata in un pozzo nell'agosto del 2010. Il motivo? Oltre alla buona condotta, per la riduzione della pena a 41 giorni hanno influito, in virtù del decreto "svuota carceri", soprattutto le problematiche condizioni di vivibilità del carcere: una cella troppo piccola, senza doccia e acqua calda.

A riferire la notizia è il Corriere del Mezzogiorno, secondo cui il Tribunale di Sorveglianza di Lecce ha accolto il ricorso presentato nelle scorse settimane dal difensore di Misseri, l'avvocato Luca La Tanza, nel quale sono state evidenziate le precarie condizioni di vivibilità nel penitenziario di Lecce in cui il 68enne è recluso dal 9 marzo 2017. In particolare, lo spazio della cella detentiva sarebbe inferiore a quattro metri quadrati, al di sotto di quanto previsto dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo che ne prevede quattro, e non ci sono doccia e acqua calda.

L’istanza di Misseri è stata accolta dal giudice di sorveglianza del tribunale di Lecce, Stefano Sernia, lo scorso 22 febbraio, mentre la data prevista per la fine della pena è stata fissata per la primavera del 2024. L’uomo, intanto, continua a sostenere di essere l’unico colpevole della morte della giovane Sarah - nonostante abbia ritrattato la sua confessione di colpevolezza più volte - e continua a ribadire che sono del tutto estranee al delitto la moglie Cosima e la figlia Sabrina, le quali, condannate all’ergastolo, si professano invece innocenti da sempre. 

 

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delitto di avetranamichele misserisarah scazzi
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