“A causa dell’attività eruttiva dell’Etna, è stata disposta l’estensione della chiusura del settore B3, con conseguente sospensione degli arrivi e delle partenze fino alle ore 02:00 del 14 agosto“. Lo comunica la Sac, società di gestione dell’aeroporto di Catania direttamente sul sito internet dello scalo chiedendo ai passeggeri “di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree”, prima di recarsi in aeroporto.
Per l’Aeroporto di Catania-Fontanarossa “Vincenzo Bellini”, il quinto scalo italiano per traffico passeggeri, da giorni é alle prese con voli cancellati, disagi e ritardi per via della cenere lavica dell’Etna, un problema che dall’8 agosto ha già impattato circa 700 voli. La tratta Catania-Roma è la più trafficata a livello nazionale, con oltre 150 voli settimanali.
Nei primi quattro giorni di intensa emergenza Etna che hanno messo in tilt l’aeroporto di Catania, il danno stimato sarebbe tra i 12,8 e i 24 milioni di euro in termini di mancata spesa turistica. La stima è di Assoesercenti, secondo cui l’attività vulcanica e le emissioni di cenere “non possono più essere affrontate come un evento imprevedibile”. Un duro colpo quando si è al quinto giorno di attività fortemente ridotta per lo scalo che movimenta ogni anno oltre 12,3 milioni di passeggeri. La Sac, la società di gestione dell’aeroporto, ha comunicato la nuova sospensione di arrivi e partenze fino alle 16 di domani. Sarebbero già 700 dall’8 agosto i voli coinvolti, cancellati e deviati in altri aeroporti.
Il presidente di Assoesercenti, Salvo Politino, sottolinea l’effetto moltiplicatore di questa situazione, perché le cancellazioni non colpiscono soltanto i passeggeri, ma tutto il sistema turistico, da quello ricettivo alla ristorazione, fino ai trasporti e al commercio. Una risposta concreta, per l’associazione, sarebbe un “Piano Etna – Continuità turistica”, con al centro una cabina di regia permanente tra Regione, Enac, Enav, Protezione civile, vettori e scali dell’isola, con sistemi di allerta e comunicazioni in tempo reale, collegamenti straordinari via bus e treno verso gli aeroporti alternativi, protocolli certi di riprotezione e aiuti economici alle imprese in caso di interruzioni prolungate. “Occorre una risposta non improvvisata, ma organica e strutturata”, spiega.

