Addio all’ultimo paparazzo della Dolce Vita. Umberto Pizzi è morto a 89 anni. Tra gli anni ’70 e ’80 la sua attività è stata concentrata sulla vita mondana romana. Ha pubblicato su prestigiose riviste come Time, People Magazine, Sunday Express Magazine e sulle principali testate nazionali ed internazionali. Negli anni 2000 ha collaborato con il sito Dagospia, pubblicando due libri, Cafonal ed Ultracafonal. Negli ultimi anni ha collaborato col Fatto Quotidiano.
Nato a Zagarolo (Roma) nel 1937. Reporter di guerra, “paparazzo” della Dolce vita e dei Cafonal per immortalare i vizi mondani dei politici della Seconda Repubblica. Da oltre un decennio collaborava con Il Fatto Quotidiano, firmando il portfolio sul quotidiano e sul mensile Millennium, oltre alla rubrica video “Pizzi e Merletti”.
Tanti gli aneddoti svelati dallo stesso Pizzi nei suoi libri. Tra i più clamorosi ci fu sicuramente l’arresto in un’isola dei Caraibi per aver fotografato Sophia Loren e aver smascherato la sua relazione segreta con un noto endocrinologo francese, il professor Émile-Étienne Baulieu (diventato celebre in seguito come l’inventore della pillola abortiva RU486). L’episodio avvenne sull’isola di Santa Lucia, dove il fotografo stava portando avanti quello che avrebbe poi definito “il pedinamento più costoso della sua carriera”. Quando la Loren si accorse di essere pedinata e fotografata dal paparazzo, chiamò la polizia locale. Pizzi venne quindi arrestato e dovette trascorrere tre giorni in una prigione dell’isola.
Ma Pizzi nei suoi libri racconta anche di una storica litigata con Depardieu a Roma mentre stava flirtando con l’attrice olandese Sylvia Kristel (la celebre protagonista del film erotico Emmanuelle). L’attore francese, che secondo il racconto del fotografo era già piuttosto alticcio, si accorse del flash, si avvicinò furioso a Pizzi insultandolo e pretendendo la consegna del rullino fotografico. Pizzi reagì d’impulso: colpì Depardieu con un pugno dritto in faccia, per poi darsela a gambe levate.


