Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Come Renzi ha fregato Letta

Come Renzi ha fregato Letta

Di Stefano Golfari

 

Quando cadde il governo Monti e il PD cercava un nome furbo da affiancare all’inevitabile governo con il PDL, scrissi che doveva andarci Renzi: l’unico in grado di reggere l’abbraccio mortale di Berlusconi. Pare che fu proprio Berlusconi a non volerlo. Beh..quanto sono ingenuo io e quanto è ingenuo Berlusconi. E’ proprio non partecipando al Governo di larghe intese che Matteo Renzi si è guadagnato il suo futuro di Leader Pd e probabilmente anche quello di futuro Premier. Mentre Letta è condannato inevitabilmente a bruciarsi nel difficile ruolo di mediatore e alleato del centrodestra: alle prossime elezioni, quando i due partiti torneranno avversari frontali, Letta sarà inutilizzabile come alfiere della battaglia per un governo di centrosinistra: se anche avrà fatto miracoli (e sarebbe miracoloso) la prossima campagna elettorale non potrà essere la sua. Non è però solo furbizia quella di Renzi: è talento politico, è visione.

Con un po’ di culo. La conversione sulla via di Bologna di Franceschini (e tutti i Demo-Pop) e di Fassino (l’ultimo segretario DS) se l’è guadagnata sul campo, sfidando le folle più ex comuniste e ex bersaniane della penisola, quelle emiliane, e ottenendo oceaniche adunate. E’ la base del partito che lo sta portando al vertice, non il vertice alla base. Anzi sono i vertici che, basiti, si accodano. Ripeto, tanto di cappello: mica ci riesci a fare una cosa del genere se non hai talento, visione, coraggio e …un po’ di culo. Non l’avesse stoppato Berlusconi, fosse lui oggi al posto (scomodo) di Enrico Letta potrebbe permettersi di scaldare i cuori democratici con le parole di battaglia pronunciate in questi giorni sull’ IMU e sulla decadenza di Berlusconi? Ma, hey hey hey, sbaglia chi pensa che il Fonzie fiorentino tifi cinicamente per la caduta del governo. Tutt’altro. Sicuro che comunque vada il prossimo candidato Premier sarà lui, Renzi fa il tifo perché Letta faccia bene, meglio, di più. Sinceramente.

Sicuro che comunque vada il prossimo candidato Premier sarà lui. Non c’è regola di partito che resista alla forza delle cose. E le cose contrarie a Renzi segretario e premier sono cose ogni giorno più piccole, in quel partito. Il punto è un altro: ha bisogno di tempo, Renzi. Non per organizzare la battaglia per la segreteria, perché quella è già vinta. Per riorganizzare il PD: un partito che l’opa ostile di un giovane scout di Firenze scala in pochi mesi con la facilità con cui Reinold Messner scalerebbe il muretto di casa sua è un partito malato (1). Non basta definire Bersani “spompo” per guarire, anzi: l’incredibile implosione dell’area exDs nella sfida alla leadership è un problema esplosivo per il futuro leader. Che fare del PD? Cosa è il PD? Che sarà il PD nel nuovo panorama politico che si creerà dopo la fine del governo Letta? Questo (gigantesco) interrogativo è il solo avversario di Matteo Renzi. Mentre Letta governando brucia.


(1) Nota a margine: Rehinold Messner, il re degli ottomila, tentando di scalare il muro di casa sua …cadde e si ruppe una gamba.