
All’inizio fu, al solito, l’America. Poi la “moda” ha contagiato il Sud Est asiatico, la Germania e i paesi del Nord Europa. Parliamo della filosofia “No Kids”, il divieto di portare bambini sotto una certa età ( che può variare) in aerei, ristoranti, alberghi e caffè. Non tanto per odio verso i teneri pargoli, quando per una ricerca di silenzio e tranquillità di chi non vuole essere disturbato da pianti, giochi e capricci vari. Tra le prime compagnie aeree ad adottare questa filosofia c’è stata la Singapore Airlines, che ha messo a disposizione dei clienti delle “scooting Silence”, ovvero delle zone della cabina nelle quali non ci sono bambini.
E non è un’iniziativa isolata. Un po’ di tempo fa, un’indagine di Ryanair tra i suoi clienti aveva dimostrato che il 50 per cento di loro avrebbe pagato volentieri un sovrapprezzo per poter viaggiare su voli senza bambini a bordo. Non a caso la Malaysia Airlines ha vietato la presenza di neonati nella prima classe, dopo che molti passeggeri si erano lamentati. E anche la compagnia inglese Thomas Cook Airlines, due volte a settimana effettua voli “solo per adulti” per Creta e Gran Canaria.
