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Compatangelo, corrispondente di La7 stroncato da un infarto: il dolore della madre e la commozione dei colleghi

La madre conferma l’infarto che ha ucciso Daniele Compatangelo. Da Parenzo a Salerno, i messaggi dei colleghi di La7

Compatangelo, corrispondente di La7 stroncato da un infarto: il dolore della madre e la commozione dei colleghi

Daniele Compatangelo è morto a 50 anni per un infarto nella sua abitazione nell’area di Washington. La causa del decesso è stata confermata dalla madre, mentre colleghi e conduttori di La7 hanno ricordato il giornalista con messaggi di dolore e incredulità.

La conferma della madre sulla causa della morte

Daniele Compatangelo è stato trovato senza vita nella propria abitazione di Arlington, in Virginia. La casa si trova nell’area metropolitana di Washington, dove il giornalista viveva e lavorava da diversi anni come corrispondente.

A confermare la causa del decesso è stata la madre, che all’Ansa ha riferito che il figlio è morto in seguito a un infarto. La scomparsa è avvenuta improvvisamente e non erano state diffuse informazioni su precedenti problemi di salute.

La polizia locale avrebbe avvisato alcuni colleghi dopo il ritrovamento. I familiari in Italia sono stati informati attraverso l’ambasciata. La notizia si è diffusa rapidamente tra i giornalisti italiani presenti negli Stati Uniti e nelle redazioni con cui Compatangelo aveva collaborato.

Il Tg La7 ha annunciato la morte ricordando i servizi e le interviste realizzati negli ultimi mesi. La rete ha espresso vicinanza ai parenti e agli amici del corrispondente.

Daniele Compatangelo, David Parenzo: “Ogni collegamento con lui era un evento”

Tra i messaggi più personali c’è quello di David Parenzo, conduttore de L’aria che tira. Compatangelo interveniva frequentemente nella trasmissione con aggiornamenti dalla Casa Bianca e dalle strade di Washington. “Ogni collegamento con lui era un evento. Mi manca già”, ha dichiarato Parenzo a Fanpage.it.

Soltanto il 17 luglio i due avevano condiviso un momento ironico in diretta (qui il video). Compatangelo si era collegato di corsa davanti alla Casa Bianca e Parenzo gli aveva chiesto scherzosamente: “I calzoni li hai?”. Il giornalista aveva mostrato il prato per dimostrare la propria presenza sul posto, rispondendo alle battute del conduttore.

La distanza di appena tre giorni tra quel collegamento e la morte ha reso la notizia ancora più difficile da accettare per i colleghi che lo avevano visto lavorare normalmente fino a poche ore prima.

Daniele Compatangelo, il cordoglio di La7 e dei giornalisti

Il direttore di La7 Andrea Salerno ha ricordato Compatangelo e il contributo dato alla copertura della politica statunitense. La rete lo ha descritto come una delle proprie voci dagli Stati Uniti e ha sottolineato il valore dei due scoop realizzati su Donald Trump. ”Siamo attoniti. Tutta La7 si stringe ai suoi cari. Daniele era un collaboratore prezioso e raro. Per la sua voglia di raccontare sempre e con precisione e allegria. Era un bravo giornalista. Mancherà.”, ha detto Salerno.

Numerosi messaggi sono arrivati anche da giornalisti e conduttori che avevano condiviso con lui collegamenti, servizi e approfondimenti tra cui Gerardo Greco, conduttore di Omnibus. La reazione comune è stata quella dell’incredulità per una morte improvvisa a soli 50 anni.

Compatangelo aveva circa 25 anni di esperienza professionale. Nato a Savona e cresciuto a Torino, aveva lavorato nella comunicazione dei grandi eventi sportivi prima di stabilirsi negli Stati Uniti. Collaborava con La7, Sky TG24, Tv2000 e altre testate.

Era presidente della White House Foreign Correspondents Association, ruolo che confermava il suo inserimento nella comunità dei giornalisti internazionali di Washington. Seguiva la Casa Bianca e le decisioni dell’amministrazione americana, con particolare attenzione ai rapporti tra gli Stati Uniti, l’Italia e l’Europa.

Negli ultimi mesi aveva realizzato due interviste telefoniche a Donald Trump. Uno dei colloqui era diventato un caso politico per le dichiarazioni del presidente statunitense sulla premier Giorgia Meloni.

Il ricordo dei colleghi si concentra però anche sull’aspetto umano del suo lavoro. Le battute durante le dirette, la disponibilità a collegarsi in condizioni complicate e la capacità di raccontare Washington senza irrigidire il linguaggio televisivo erano diventate caratteristiche riconoscibili dei suoi interventi.

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