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Cronache
Ora tutti vogliono la Concordia. In lizza ci sono 5 porti

Completata l'operazione di rotazione, il progetto per la rimozione del relitto della Costa Cocordia dall'isola del Giglio è destinato a proseguire per i prossimi mesi. Come ha indicato il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, le priorità sono ora ricercare i corpi delle due vittime ancora disperse e stabilizzare la nave in vista dell'inverno.

Poi andranno applicati i cassoni sulla fiancata appena riemersa per riportare la Concordia sulla linea di galleggiamento: "Abbiamo la collocazione dei cassoni nella fiancata di dritta e il rigallegiamento - ha sottolineato Gabrielli - che non saranno una passeggiata". A quel punto la nave sarà pronta per essere trasportata nel luogo in cui sarà smantellata. E qui le certezze finiscono. Perché proprio su quest'ultimo punto gli scenari sono tutt'altro che chiari. E l'Italia, dopo avere mostrato nell'operazione di recupero l'eccellenza di chi lavora, torna a mostrare la pochezza e gli interessi di bottega dei propri politici, che in queste ore fanno a gara per "sponsorizzare" questo o quel porto.

Perché, inutile negarlo, lo smantellamento di un colosso del mare come la Concordia è un business da centinaia di milioni, capace di garantire lauti guadagni e centinaia di posti di lavoro. In lizza al momento ci sono Piombino (la soluzione più logica per la vicinanza al Giglio e la presenza di uno stabilimento siderurgico, cosa che accorcerebbe la filiera della demolizione), il cui porto però necessità di lavori di adeguamento per accogliere una nave di questa stazza. Poi ci sono Civitavecchia e Palermo, sedi di stabilimenti Fincantieri (il gruppo che ha costruito la Concordia e i cassoni necessari per rimetterla a galla) specializzati nella costruzione di navi di grandi dimensioni. Ma sono emerse anche le candidature di Napoli e Porto Torres. E resta aperta la possibilità che il relitto finisca all'estero, magari in Bangladesh (patria degli smantellamenti navali "low cost"), o più probabilmente in Turchia. Il rischio, insomma, è che la politica finisca per far naufragare la Concordia una seconda volta.

ORLANDO, PIOMBINO PORTO IDEALE PER PROSSIMITA' - "Penso che sia una discussione prematura e fuorviante". Cosi' il ministro dell'Ambiente Andrea Orlando, intervenuto a Nove in Punto, su Radio24. "Adesso - ha spiegato - si tratta di mettere la nave in sicurezza, di consentirgli di affrontare lo spostamento, di ripristinare per quanto possibile la fiancata deteriorata, di recuperare mi auguro anche i due corpi e poi di ragionare, con la primavera del prossimo anno sui quale e' la destinazione piu' idonea. Adesso questo derby, questo scatenarsi dei vari porti e' assolutamente inutile. Perche' alla fine il criterio sara' uno: il porto piu' vicino pronto al momento dello spostamento".

GABRIELLI, NON E' ANCORA FINITA - Nonostante il successo dell'operazione che ha riportato in asse la Costa Concordia, c'e' ancora molto da fare. "Non e' ancora finita", ha spiegato Il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli. "Ora bisogna procedere alla definitiva stabilizzazione per affrontare l'inverno" e sono necessarie "attivita' sulla fiancata" della nave, appena riportata alla luce, danneggiata dall'impatto sugli scogli. "E' evidente che la nave fosse stata costruita bene", ha sottolineato Gabrielli rispondendo alle domande dei giornalisti sul fatto che non si sia spaccata durante le operazioni di rotazione.

IL "SUCCESSO" SUI MEDIA ESTERI, "OPERAZIONE TITANICA" - La rotazione riuscita della Concordia campeggia sulle prime pagine dei media di tutto il mondo: gli oltre 400 giornalisti stranieri arrivati sulle coste del Giglio per raccontare lo spettacolo tecnologico senza precedenti, hanno dato un resoconto puntuale delle operazioni (i grandi network americani con collegamenti in diretta durante tutta la giornata di ieri) e oggi esaltano il successo.

LETTA A GABRIELLI, GRANDE ORGOGLIO ITALIANO - "Ho appena telefonato a Franco Gabrielli al Giglio. Gli ho detto che tutti coloro che stanno lavorando li' sono un grande orgoglio italiano". Cosi' su Twitter il presidente del Consiglio, Enrico Letta.

"VADA A BORDO, CAZZO!". DENTRO IL PROCESSO: LE CARTE SEGRETE DEL NAUFRAGIO CONCORDIA

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