“Il comandante Schettino ha subito un atteggiamento particolarmente forcaiolo“. Inizia all’attacco l’arringa dell’avvocato Domenico Pepe, difensore di Francesco Schettino, al processo di Grosseto. Pepe ha contestato le indagini partite con l’arresto dell’ex comandante della Concordia. “Il comandante – ha detto Pepe – e’ stato arrestato per un omicidio colposo. Sulla base di che? Di cosa? Sono rimasto sbalordito! Abbiamo anche dovuto combattere una pressione mediatica, volutamente organizzata, fortissima che ci ha tolto pace e tranquillita’”.
Equipaggio? Preparazione penosa – “L’equipaggio della Concordia faceva pena sotto il profilo della preparazione e della capacita’ professionale”. Lo ha detto l’avvocato Domenico Pepe, legale di Francesco Schettino, nel corso della sua arringa difensiva al processo di Grosseto. “Abbiamo visto – ha aggiunto – comportamenti non consoni al ruolo e alle mansioni che ognuno doveva avere. Invece, si sta scaricando tutto su una sola persona. In un equipaggio di oltre mille uomini, solo uno e’ responsabile?”.
Difesa Schettino, da procura trattamenti diversi – L’avvocato Domenico Pepe, legale di Francesco Schettino, ha evidenziato che il suo assistito ha avuto un “trattamento” diverso da quello degli altri indagati. “Ricordo – ha sottolineato – che andai a parlare con il procuratore capo. Gli proposi una pena di tre, quattro, cinque anni, il triplo di quella inflitta ad altri indagati. Mi fu risposto: ‘Non se ne parla proprio’”. L’avvocato Pepe ha contestato anche le modalita’ del sequestro dei beni di Schettino. “C’e’ stata una modalita’ sconcertante, disgustosa. Sugli immobili – ha osservato – furono apposti cartelli che spiegavano l’atto a seguito di un procedimento penale”. “Una modalita’ indecente – ha rimarcato il legale -, una violenza inaudita. Bastava fare le trascrizioni negli appositi uffici pubblici”.







