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Cronache

 

condominio

Finalmente siamo vicini alla fatidica data del 18 giugno. Dopo 70 anni cambierà la legge che regola la vita condominiale, ferme al 1942. Si tratta di una vera e propria  rivoluzione del pianerottolo, destinata a mutare la vita in comune di 30 milioni di italiani e di più di 55 mila amministratori di condominio.

L'obiettivo del provvedimento è di intervenire sugli aspetti più controversi della 'vita in comune' degli italiani, con regole che dovrebbero riportare ordine in un contesto in cui la litigiosità si fa sempre più esasperata. Spesso si finisce in tribunale, quando non addirittura si ricorre alla violenza contro i propri dirimpettai. Al primo posto tra le controversie rimane l'utilizzo scorretto delle parti comuni, poi i rumori molesti e i lavori da eseguire.


 

I documenti di Affari/ Nuovo regolamento per i condomini, ecco il testo integrale
 

Dal riscaldamento autonomo agli animali domestici, fino alle barriere architettoniche. Ecco tutte le novità e i comportamenti che d'ora in avanti gli italiani dovranno seguire per vivere pacificamente in condominio:


- ANIMALI: Addio alle liti condominiali per la presenza di cani o gatti nell'appartamento dei vicini. Secondo la nuova legge, il regolamento del condominio "non potrà vietare di possedere o tenere animali domestici". Una decisione che stabilisce il diritto ad avere animali da compagnia e che prima non era espressamente sancita e destinata a ridurre le liti scatenate dalla presenza di animali: ad oggi in Italia sono circa 37.000.

- RISCALDAMENTO: Chi si vuole 'staccare' dall'impianto centralizzato puo' farlo senza dover attendere il benestare dell'assemblea, ma a patto di non creare pregiudizi agli altri e di continuare a pagare la manutenzione straordinaria dell'impianto condominiale;

- BARRIERE ARCHITETTONICHE: Per la messa a norma in sicurezza e per l'eliminazione delle barriere architettoniche del palazzo bastera' che in assemblea siano presenti i condomini che rappresentano un terzo dei millesimi condominiali e sara' sufficiente la maggioranza favorevole del 50 piu' uno;

- CAMBIO DESTINAZIONE D'USO LOCALI COMUNI: basteranno i quattro quinti;

- REPERTORIO DEI CONDOMINI: quello presso ogni ufficio provinciale dell'Agenzia del Territorio e' soppresso. L'Aula di Montecitorio ha approvato un emendamento della commissione Giustizia (sui cui il governo ha espresso parere favorevole) che ha soppresso l'articolo 25 del ddl di riforma. Contro si era gia' espressa la commissione Bilancio e lo stesso esecutivo, in quanto la norma prevederebbe oneri per le casse dello Stato;

- AMMINISTRATORE DIPLOMATO: Niente registro ma restano alcuni requisiti necessari (godimento dei diritti civili, titolo di studio, formazione, assicurazione professionale). Per fare l'amministratore, ad esempio, bisognera' frequentare un corso di formazione iniziale, oltre ad aver conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado.

- ASSICURAZIONE & WEB: L'assemblea puo' disporre la creazione di un sito internet del condominio, ad accesso individuale e protetto, per consultare tutti gli atti e i rendiconti mensili. L'amministratore, inoltre, all'atto della nomina dovra' presentare ai condomini una polizza individuale di responsabilita' civile che copre gli atti compiuti nell'esercizio del mandato. Gli oneri di questa sono a carico dei condomini.

Condominii, cambia la legge: più difficile eliminare le barriere architettoniche
Su un aspetto focalizzano la loro attenzione associazioni di persone con disabilità (come Simona Petaccia di Diritti diretti onlus) e professionisti che lavorano sui temi dell’accessibilità (come l’architetto Daniela Orlandi responsabile in qualità di esperta del canale tematico Senza Barriere di Superabile.it dell’Inail), due delle tante voci che, sulle pagine di siti specializzati sui temi del diritto e delle disabilità, in modo unanime giudicano “un passo indietro” le nuove disposizioni.

Questo il centro della questione: in materia di rimozione delle barriere architettoniche negli spazi comuni, si modifica la maggioranza (finora agevolata, come previsto dalla legge 13 del 1989 "Disposizioni per favorire il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati") necessaria per decidere tale rimozione: non basta più una maggioranza “agevolata”, come previsto dalla legge 13 ancora per qualche giorno in vigore, l’approvazione da parte di un terzo dei partecipanti al condominio e un terzo del valore millesimale, ma occorre (articolo 5 della nuova legge) “la maggioranza indicata dal secondo comma dell’articolo 1136 del Codice civile”. Può sembrare poca cosa, ma così non è, perché nella sostanza per le persone disabili si fa più irta di difficoltà la strada per ottenere un diritto (quale può essere, per fare un esempio, l’installazione di un ascensore nello stabile). “Un altro passo indietro verso il diritto all'autonomia e alla libertà personale” scrive Simona Petaccia di Diritti diretti onlus sul blog Legafax; critico anche il commento di Pietro Membri, presidente nazionale dell’Associazione amministratori condominiali immobiliari (Anaci): “Le norme oggi modificate hanno consentito alla giurisprudenza, in questi anni, di estendere sempre di più fronte delle tutele proteggendo così non soltanto i disabili residenti negli edifici condominiali ma anche tutti coloro che hanno occasione di accedervi per qualsiasi motivo. Abbiamo così dimostrato che la battaglia per l’eliminazione delle barriere riguarda tutti i cittadini e non soltanto i disabili”.

Altrettanto dure le critiche di Rosario Calabrese, presidente dell’Unione nazionale amministratori Immobiliari (Unai), pubblicate qualche settimana fa sul portale della Regione Emilia-Romagna: “Un pasticcio, si litigherà di più. La riforma ha cancellato 70 anni di giurisprudenza, in particolare sui cambi di destinazione d’uso delle parti comuni. Per giurisprudenza consolidata il cambio di destinazione è ormai considerato un’innovazione, e fino all’altro ieri, con le vecchie norme, una richiesta di questo tipo otteneva il via libera in assemblea con un quorum più basso. Ora, invece, la situazione sarà molto più complicata. E che dire dei disabili e dei permessi per ottenere l’abbattimento delle barriere architettoniche, compresa l’installazione di un ascensore negli stabili? La riforma cambia le regole, e anche in questo caso stabilisce un nuovo quorum, stravolgendo prassi ormai consolidate”.

Secondo Daniela Orlandi, architetto ed esperta per il sito dell’Inail Superabile.it, “sarebbe necessario un atto che chiarisca alcuni commi della legge 11 dicembre 2012, n. 220 che tacitamente modifica la legge 13/89 nella parte relativa alle maggioranze agevolate per l’eliminazione o il superamento delle barriere architettoniche negli spazi comuni. In una paese – continua Orlandi - dove dal 1989, anno di emanazione della legge 13, continuiamo a vedere realizzati stabili non conformi a queste normative è ancora più negativo questo passo indietro. I contenziosi condominiali per le opere di abbattimento o superamento delle barriere saranno più frequenti e la persona disabile avrà più difficoltà a far valere un proprio diritto”. Quello che si chiede, conclude Orlandi, è “un po’ di chiarezza: una deroga esplicita - e non tacita - a garanzia dei diritti delle persone con disabilità”.

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