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Coppie gay, i giudici di Strasburgo sbagliano

Carissimo Direttore,

la possibilità di adozione alle coppie omosessuali riconosciuta dai giudici di Strasburgo, a seguito del ricorso presentato da una coppia di cittadine austriache alle quali il Tribunale nazionale aveva negato la possibilità che una delle due potesse adottare il figlio dell’altra nato nel 1995 al di fuori del matrimonio, mi trova decisamente in disaccordo. Anche se il provvedimento in oggetto non ha alcun riflesso sull’ordinamento italiano, vorrei dire che le persone omosessuali vanno sempre tutelate:mai discriminate, offese o emarginate.

Esse devono avere pieno diritto ad una totale dignità. Non riesco a capacitarmi perchè in questa nostra Italia, dall’apparente espressione civile e democratica, gli omosessuali debbano essere apostrofati brutalmente e vigliaccamente nella loro condizione umana. Posso dire, senza ombra di essere smentito, che nella mia lunga esperienza personale e professionale sono stato sempre impressionato positivamente da queste persone. Mi hanno colpito soprattutto per la loro intelligenza, cultura, solidarietà e perbenismo. Abbandoniamo questa nostra cultura meschina anti-gay e impariamo a rispettare queste persone come esseri umani.

Il diritto al matrimonio e all’adozione è invece un discorso diverso. Il matrimonio tra uomo e donna, che fonda la famiglia, è un’altra realtà. L’unione maschile/femminile, forte del suo frutto di amore profondo e spontaneo, può dare spazio e fecondità alla procreazione:maternità e paternità che hanno valori inestimabili ed inalienabili. Non dimentichiamo che il minore per crescere ha bisogno, secondo le acquisizioni delle scienze umane, di due genitori. Per non parlare dei necessari e preziosi insegnamenti che i genitori naturali sono in grado di dare alla prole. Dopo la notizia della decisione della Corte Europea e di una analoga sentenza della Corte Costituzionale tedesca, anche il dott. Giovanni Bonini, pediatra e Tutor della Scuola di specializzazione in Pediatria dell’Università di Firenze, ha espresso la sua preoccupazione circa l’adozione dei figli da parte dei conviventi gay.

Ha detto, tra l’altro, che il diritto del bambino e il suo benessere non sono stati tenuti in considerazione. Lui vede rappresentato solo il diritto degli adulti. Bonini, nelle sue dichiarazioni, ha sottolineato che la famiglia si crea sulla base dell’unione tra uomo e donna, che poi per amore diventano padre e madre. E’ questa che da sempre rappresenta il modello di riferimento per la nostra umanità ed è fondamentale nella costruzione dell’identità del bambino in crescita. Sul tema ha preso posizione lo stesso presidente della Società Italiana di Pediatria, Giovanni Corsello, che si è così espresso:”Non si può negare, sulla base di evidenze scientifiche e ragionamenti clinici, che una famiglia costituita da due genitori dello stesso genere può costituire un fattore di rischio di disagio durante l’infanzia e l’adolescenza, quando il confronto con i coetanei e le relative ricadute psicologiche ,diventano elementi decisivi sul piano relazionale”.

E’ necessario, secondo me, rimettere a fuoco i diritti di tutti i bambini, in ogni parte del globo e dimostrare che il problema ci riguarda. In conclusione: ricordiamoci della massima latina:” Maxima debetur puero reverentia”(al fanciullo si deve il massimo rispetto). Grato per l’accoglienza, porgo molti cordiali saluti.

Franco Petraglia