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Coronavirus: vaccino indiano ad agosto, scienziati dubbiosi. 6 aziende in gara

Assurdo a detta di molti scienziati pensare di dimostrare l’efficacia e la sicurezza di un vaccino in meno di 2 mesi

Coronavirus: vaccino indiano ad agosto, scienziati dubbiosi. 6 aziende in gara
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Coronavirus: vaccino indiano pronto entro agosto

La lettera divulgata su Twitter di due societa’ farmaceutiche indiane, secondo cui i primi vaccini contro COVID-19 potrebbero entrare nel mercato gia’ dal prossimo 15 agosto suscita dubbi e polemiche tra gli scienziati. A riportarlo e’ un articolo pubblicato su Science in cui si sottolineano le reazioni degli scienziati, i quali sostengono che un cosi’ breve tempo non permetterebbe di effettuare test adeguati. L’Accademia delle scienze indiana considera infatti le tempistiche indicate dalle aziende “irragionevoli e senza precedenti”.

Coronavirus: vaccino indiano ad agosto, 6 aziende in gara. I dubbi degli scienziati

Come riporta Science, le aziende indiane attualmente in lizza per la ricerca di un vaccino efficace contro COVID-19 sono sei, e dalla scorsa settimana il governo ha accordato alle due imprese Bharat Biotech e Zydus Cadila il permesso di avviare la sperimentazione sugli esseri umani. Bharat Biotech ha aderito al National Institute of Virology, che fa parte dell’Indian Council of Medical Research (ICMR), e sta collaborando con la Thomas Jefferson University di Filadelfia e l’Universita’ del Wisconsin-Madison per elaborare una soluzione efficace. “Prevediamo di poter lanciare un vaccino entro il 15 agosto 2020 – sostiene Balram Bhargava, direttore generale dell’ICMR, in una missiva destinata agli ospedali che verranno coinvolti per lo studio – pertanto chiediamo alle strutture sanitarie di accelerare le procedure burocratiche in modo da iniziare a reclutare partecipanti”. Molti scienziati ritengono che sia assurdo pensare di dimostrare l’efficacia e la sicurezza di un vaccino in meno di 2 mesi. “Per quanto ne so – commenta Anant Bhan, un ricercatore indipendente ex presidente dell’International Association of Bioethics – un percorso di sviluppo cosi’ accelerato non ha precedenti, sembra davvero affrettato e comporta potenziali rischi”. “La sperimentazione clinica – concorda Thekkekara Jacob John, virologo e veterano esperto di vaccini – non puo’ assolutamente essere affrettata. Gli studi clinici della fase II solitamente richiedono un minimo di cinque mesi, mentre per la fase III non ci sono limiti fissi, ma generalmente non richiede meno di sei mesi”. Gli scienziati sottolineano che una procedura incompleta, inesatta o inadatta potrebbe peggiorare la situazione, per cui e’ fondamentale che tutti sappiano quanto sia importante rispettare le normative. “L’India e’ attualmente il terzo paese con il numero piu’ alto di casi- afferma Seth Berkley, CEO di Gavi, Vaccine Alliance – solo domenica sono stati confermati 24mila casi, il conteggio dei malati porta a 697.413 casi e 19.693 morti. Normalmente, la probabilita’ di successo di un vaccino nella fase preclinica e’ di circa il 7, mentre per quelli che raggiungono i test clinici la possibilita’ sale al 15 o 20 percento”.