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Coronavirus, medici d’urgenza e infermieri in piazza. “Noi siamo esausti”

Corsa contro il tempo negli ospedali per creare nuovi posti letto ed evitare le zone gialle. Ma per alcune Regioni potrebbe essere già troppo tardi

Coronavirus, medici d’urgenza e infermieri in piazza. “Noi siamo esausti”
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Coronavirus, medici d’urgenza e infermieri in piazza. “Noi siamo esausti”
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Coronavirus, medici d’urgenza e infermieri in piazza. “Noi siamo esausti”

Virus, i medici. “Esausti”. Ospedali, corsa a creare posti letto

Il Coronavirus non ha risparmiato nessuno. A protestare adesso sono i medici d’urgenza e infermieri allo stremo delle forze dopo due anni di pandemia. Ieri hanno deciso di manifestare a Roma: “Siamo esausti”. Hanno indossato – si legge sul Corriere della Sera – camice bianco e un nastro blu per chiedere di “salvare la medicina d’urgenza prostata dalla carenza di organico” e “sensibilizzare chi decide e l’opinione pubblica affinché si lavori alla ricostruzione di un sistema efficiente“. Intanto è corsa nelle Regioni a rischio giallo per creare nuovi posti letto negli ospedali, specie in terapia intensiva. Condizione fondamentale per non avere restrizioni. Nelle ultime ore i centri medici stanno aggiornando la capacità di ricovero delle loro strutture: tanti reparti dedicati vengono riaperti e tanti letti vengono aggiunti nelle rianimazioni. Come durante tutte le fasi peggiori di emergenza.

La rimodulazione numericamente più significativa  – prosegue il Corriere – l’ha fatta la Regione Veneto. Colpita con particolare violenza dal contagio, come tutto il Nord Est, ha provveduto a moltiplicare i letti delle sue terapie intensive: se erano 520, la settimana scorsa, ora sono mille. Considerati i 54 pazienti, ora che i posti disponibili sono 1.000, corrisponde al 5%. Cioè ben al di sotto la soglia di allerta del 10%. Anche la Valle d’Aosta, altra regione a rischio giallo, si muove in anticipo: ha incrementato i letti in rianimazione, tutti nell’unico ospedale di Aosta, dai 12 a 33. Dieci letti sono stati realizzati ex novo in primavera e saranno attivi a brevissimo, altri 11 risultano dalla conversione di posti finora di subintensive e post intensiva. Corsa contro il tempo per evitare il “giallo”.

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