Coronavirus, Perugia nel dramma. 70 medici positivi
L’emergenza Coronavirus continua in tutta Italia. Mentre il numero dei positivi in tutto il Paese resta stabile, così i ricoveri nelle terapie intensive e addirittura scende di poco il numero dei morti. A Perugia si parla già di “terza ondata”. Troppo alto, nel capoluogo umbro, l’indice di contagio, schizzato a 1,18, molti i ricoverati per Covid, 484 pazienti, il numero più alto dall’inizio della pandemia. Ma soprattutto – si legge su Repubblica – c’è la consapevolezza, ormai, che la nuova e galoppante ondata di positivi sia “figlia” delle due varianti del Covid isolate nei tamponi analizzati nei giorni scorsi dall’Istituto superiore di sanità. La variante brasiliana, che si è pericolosamente manifestata all’interno del “Santa Maria della Misericordia” di Perugia, in due anziani, entrati con il tampone negativo in reparti di medicina generale, ma nei quali, poi, durante la degenza, è apparso il virus, come in altri dieci pazienti.
E sempre nel grande nosocomio perugino, – prosegue Repubblica – accanto al quale è sorto l’ospedale da campo che doveva servire come centro Covid per tutta la regione ma che è ancora inattivo, ben settanta tra medici e operatori sanitari sono risultati positivi. In sessanta avevano ricevuto la prima dose di vaccino. «La verità è che non siamo riusciti ad arginare il mare. I percorsi Covid all’interno dell’ospedale erano garantiti ma nei momenti di massima affluenza l’ospedale di Perugia non ce l’ha fatta a gestire tutti i percorsi in sicurezza». Chiede di restare anonimo il medico che racconta una trincea inevitabile, certo, dove forse però qualcosa non ha funzionato. «Non ci aspettavamo un’altra ondata così importante. Ci possiamo coprire dietro le varianti, ma il dato vero è che il sistema non ha tenuto», ammette il medico.

