Il Jama Internal Medicine ha confermato gli studi una ricerca lombarda sulla possibilità di riammalarsi di Covid una seconda volta. I risultato dello studio dimostrano che è quasi impossibile reinfettarsi col Covid per coloro che lo hanno già avuto ma, nonostante ciò, resta necessaria almeno una dose di vaccino.
“Quello condotto da noi è uno tra i primi studi sulla popolazione generale – spiega all’AGI Nicola Mumoli, tra gli autori della pubblicazione assieme ad altri colleghi dell’azienda socio sanitaria Ovest Milanese a cui fanno capo gli ospedali di Legnano, Cuggiono, Magenta e Abbiategrasso- e riguarda l’area di Milano nord ovest che ha un bacino di mezzo milione di abitanti”.
Per arrivare a questo risultato sono stati fatti 122mila tamponi molecolari a due gruppi di pazienti di età media di 59 anni: il primo gruppo comprendeva i positivi mentre l’altro i negativi. L’analisi condotta, spiega Mumoli, “dimostra che chi ha già avuto il Covid ha 15 volte meno probabilità di ammalarsi rispetto a chi non l’ha avuto”. Solo 5 tra i pazienti coinvolti è risultato di nuovo positivo, solo uno è finito in ospedale. Dunque, “chi è entrato in contatto col virus ha un’immunità naturale che perdura di sicuro per almeno otto mesi, l’arco di tempo dello studio, ma probabilmente anche per un anno”.
Inoltre non è nemmeno escluso che il Covid si comporti come il morbillo, ad esempio, e che quindi chi lo prende la prima volta goda della cosiddetta “immunità stazionaria”. Verrebbe perciò da pensare che chi ha già preso il Covid non abbia bisogno di essere vaccinato ma in realtà Mumoli spiega che non è così: “Per avere l’immunità di gregge occorre che almeno il 70-80% della popolazione si ammali, un prezzo da pagare altissimo per l’immunità perché si conterebbero tanti morti. In questo momento sono 5 milioni gli italiani che hanno preso il Covid, saremmo lontanissima dall’immunità di gregge seguendo questa via. Pensiamo al vaiolo che fu debellato solo attraverso l’immunità artificiale. Il vaccino consente di liberarsi molto più velocemente del virus. Ecco perché è doveroso che chi ha già fatto il Covid si sottoponga all’iniezione entro sei mesi aggiungendo all’immunità naturale quella artificiale del vaccino che rafforza ancora di più il sistema immunitario”.

