Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

La Piazza 2026

Segui la diretta dell’evento

Home » Coronavirus » Covid vaccini, attenzione alle somministrazioni: ecco gli errori più diffusi

Covid vaccini, attenzione alle somministrazioni: ecco gli errori più diffusi

Dosi somministrate 5 volte, vaccini scaduti, siringhe che non funzionano, punture nei glutei. Perché stare attenti quando ci inoculano il vaccino

Covid vaccini, attenzione alle somministrazioni: ecco gli errori più diffusi
vaccino

Il tipo di errore più comune nella somministrazione dei vaccini

Il tipo di errore più comune nella somministrazione dei vaccini? La dose inoculata era inferiore a quella che doveva essere somministrata. C’è anche questo e diversi altri problemi (come le siringhe scadute, l’uso di vaccini diversi tra prima e seconda dose) che i CDC, i Centers for Disease Control and Prevention degli Usa, l’agenzia federale degli Stati Uniti facente parte del Dipartimento della Salute e dei Servizi umani che fa prevenzione e controlla la sanità pubblica degli Stati Uniti d’America, segnalano nell’uso di massa dei vaccini che si sta attualmente adottando. Ragionando su grandi numeri e sui tempi di somministrazione rapida in essere i problemi degli Usa sono gli stessi degli altri Paesi che hanno anche una minore capacità di mappatura delle inoculazioni.

Qualche settimana fa è diventata notizia di cronaca l’errore nella somministrazione del vaccino fatta ad una anziana a Reggio Calabria. Una 82enne ha ricevuto come seconda dose il vaccino Pfizer, dopo essere stata vaccinata con una prima dose del vaccino Moderna. I familiari della donna hanno chiamato i carabinieri che sono intervenuti insieme al Nas, verbalizzando la situazione. Per l’azienda sanitaria locale non ci sarebbero rischi. E’ stato un errore.

*BRPAGE*

Un altro caso, diventato notizia internazionale, è stata a dicembre quando ad un farmacista israeliano sono state somministrate ben cinque dosi del vaccino anti-Covid di Pfizer-BioNTech, tutte in una volta. L’uomo non ha accusato problemi o fastidi. E’ stata aperta un’indagine dal ministero della Salute israeliano.

Una corretta somministrazione dei vaccini è necessaria, spiegano dal CDC, per garantire l’efficacia, ottenere una protezione ottimale indotta, evitare implicazioni sulla sicurezza e rassicurare i cittadini, aumentando la fiducia nel programma di vaccinazione di massa Covid-19.

Nel dicembre 2020, la Food and Drug Administration statunitense, l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, dipendente dal Dipartimento della salute, ha approvato le autorizzazioni per l’uso in emergenza (EUA) dei vaccini Pfizer-BioNTech e Moderna COVID-19 sugli americani. L’uso in emergenza indica che l’ente di regolamentazione valuta, non essendoci i tempi tecnici per tutte le verifiche necessarie alla piena approvazione, la situazione in corso e il rapporto rischi-benefici nell’uso del farmaco sulle persone, date le prove scientifiche portate a dimostrazione dell’efficacia, le esigenze mediche di cura dei pazienti non soddisfatte e i possibili rischi sulle persone. Come sappiamo i vaccini sono stati approvati e l’uso in emergenza è partito dal 14 dicembre 2020. Ora i Centers for Disease Control and Prevention degli Usa segnalano le seguenti criticità nella somministrazione. Fino al 20 marzo 2021, negli Stati Uniti sono state inoculate 120 milioni di dosi.

Nel 35,2% dei casi segnalati c’è stata la somministrazione di una dose inferiore a quella autorizzata. Il problema tipico rilevato è che l’ago si scollegava dalla siringa, con conseguente fuoriuscita di vaccino, mettendo così a rischio l’efficacia del siero.

Un altro tipo di errore include la somministrazione a persone di età inferiore a quella autorizzata (nel 18,5% dei casi segnalati). Come sappiamo, anche in relazione ai tipi di test fatti durante le sperimentazioni (su persone con età diverse e con possibili patologie e problematiche) a seconda del vaccino si consiglia l’inoculazione ad alcune fasce di età invece che ad altre. Ma l’errore in oggetto è la somministrazione a persone di età inferiore ai 16 anni del vaccino Pfizer-BioNTech o inferiore a 18 anni del vaccino Moderna.

Altro fallo è la somministrazione del siero per una via diversa da quella intramuscolare (IM), con la somministrazione in un sito anatomico errato, sottocutanea nel 12,3% dei casi segnalati o addirittura nei glutei nel 10,2%.

*BRPAGE*

Nel 4.9% dei casi invece vi è stata confusione tra la prima e la seconda dose, utilizzando vaccini di diversi produttori, come accaduto anche alla signora calabrese.

Nel 4,6% la somministrazione è stata fatta dopo la scadenza della conservazione delle fiale, dato che bisogna rispettare delle condizioni anche termiche e con tempistiche precise tra le inoculazioni di prima e seconda dose.

Infine da non sottovalutare l’uso di un diluente errato, la lunghezza dell’ago sbagliata e le siringhe scadute, problemi presenti nel 4,3% dei casi segnalati.

I Centers for Disease Control and Prevention (CDC) hanno ricevuto circa 324 richieste tramite i servizi di risposta ma sostengono vi possa essere una sottostima degli errori possibili.

Il tentativo di tracciare gli errori più diffusi non è un compito facile ma segue la finalità di mettere in guardia il servizio sanitario nazionale da possibili falle e difficoltà (problematica divulgata anche da Medscape, sito Web ideato per fornire ai medici informazioni di settore) con l’obiettivo di sollecitare una maggiore attenzione nell’uso del farmaco, al fine di rendere più sicura e rigorosa la procedura di somministrazione.