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Oms, nel 2023 il Covid sta per diventare come l’influenza

Il tasso di positività degli ultimi 7 giorni è al 5,2%. Per la prima volta dal febbraio 2020 vuote le terapie intensive in Lombardia

Oms, nel 2023 il Covid sta per diventare come l’influenza
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Oms, il Covid durante l’anno si avvia a diventare come un’influenza stagionale

L’Oms afferma che il ‘Covid è sul punto di diventare come un’influenza stagionale‘. Il direttore dell’Oms per le emergenze Michael Ryan in una conferenza stampa ha detto: “Credo che stiamo arrivando al punto in cui possiamo guardare al Covid 19 allo stesso modo di un’influenza stagionale: una minaccia alla salute, un virus che continuerà a uccidere, ma che non sconvolgerà la nostra società. Credo che accadrà quest’anno”.

Ad esempio in Italia i casi solo nella settimana dal 10-16 marzo 2023, sono stati 23.730, con una variazione di -1,1% rispetto alla settimana precedente (quando erano stati 23.988). I decessi sono stati invece 212 (contro i 216 della settimana precedente). In totale sono stati eseguiti 452.747 tamponi. Il tasso di positività è al 5,2% (+0,2% negli ultimi 7 giorni) secondo i dati del bollettino settimanale diffuso dal ministero della Salute.

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L’incidenza settimanale dei casi è sostanzialmente stabile, con 38 casi ogni 100mila abitanti, contro i 41 dei 7 giorni precedenti. Lo indica il monitoraggio di Istituto Superiore di Sanità e ministero della Salute. In leggero calo l’indice di trasmissibilità: l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è sceso allo 0,94 dallo 0,97, sotto la soglia epidemica, stabile all’1% anche il tasso di occupazione dei posti letto nei reparti di terapia intensiva; in lieve diminuzione il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale, dal 4,7% registrato il 9 marzo al 4,3% del 16 marzo. Nell’ultima settimana ci sono stati 23.730 nuovi casi e 212 decessi. 

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Covid, solo quattro regioni a rischio alto

Sono aumentate da due a quattro in una settimana le Regioni classificate a rischio alto a causa di molteplici allerta di resilienza; nove sono a rischio moderato, otto sono classificate a rischio basso, 15 riportano almeno un’allerta di resilienza e 7 riportano molteplici allerta. Sono indicate a rischio alto Emilia Romagna, Liguria, Piemonte e Toscana; sono a rischio moderato Basilicata, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, la provincia autonoma di Trento, Puglia, Sardegna, Umbria e Veneto. Si rilevano infine molteplici allerta di resilienza in Emilia Romagna, Liguria, Piemonte, Puglia, Sardegna, Toscana e Umbria.