Papa Leone ieri ha comunicato una brutta notizia che lo riguarda durante l’Angelus: dovrà operarsi per un nodulo polmonare. Ne ha parlato con chiarezza, anche per evitare l’incertezza che ha accompagnato spesso i ricoveri di Francesco, quando per discrezione si parlava di raffreddamento o bronchite mentre – riporta Il Corriere della Sera – invece si trattava di una polmonite e la vaghezza della diagnosi finiva per accreditare le voci più improbabili. Ha spiegato che si tratta di “un nodulo circoscritto al polmone“, individuato “in una fase molto iniziale e ben localizzato” e insomma di una situazione sotto controllo, che richiede tuttavia di intervenire subito. Il Papa, filtra dal Vaticano, si è sottoposto nei giorni scorsi a un controllo per quella che si pensava o si sperava fosse un’infiammazione. Scoperto il nodulo, si è deciso di operare senza indugi.
La Santa Sede, attraverso il portavoce Matteo Bruni, faceva sapere ieri – prosegue Il Corriere – che “l’intervento è previsto per i primi giorni della prossima settimana”, ci si attende che Prevost sia ricoverato già domani. In ogni caso, “il tempo previsto per il ricovero post operatorio è di circa una settimana“. Significa che il Papa conta di rimettersi in breve tempo e compiere, come previsto, il viaggio in Sudamerica che tra il 6 e il 17 novembre lo porterà in Uruguay, in Argentina e infine in Perù, il Paese nel quale ha vissuto vent’anni come missionario e poi vescovo.
Sull’intervento e i tempi di ripresa c’è comunque grande fiducia, anche perché Prevost pratica abitualmente sport, fa palestra e gioca a tennis, ha compiuto 71 anni a metà settembre ma ha il fisico di un sessantenne in forma. Un paziente ideale, il Papa per primo conta di riprendersi presto.


