Cosmeticoressia, l’ossessione per la bellezza nei più piccoli può provocare non solo danni fisici ma anche psicologici
Cosa succedere quando la passione per il trucco diventa una malattia? Sempre più giovanissime, bambini o preadolescenti, soffrono di quella che è stata ribattezzata cosmeticoressia, ovvero un’ossessione maniacale nell’imitare la routine degli adulti tra skincare, sieri, maschere per il viso e creme anti-età. Il fenomeno, come spesso succede, è emerso sui social, dove si registrano miliardi di visualizzazioni di video e contenuti in cui vengono utilizzati da minori prodotti di bellezza non adatti alla loro età. Secondo alcune analisi internazionali, come riporta Tgcom 24, l’età media di chi inizia a seguire una routine di cosmesi si è abbassata a 8-12 anni.
Leggi anche: Il cardinale Pizzaballa celebra la messa dopo che gli è stato negato l’accesso alla Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Il video
Il termine cosmeticoressia deriva da “ortoressia“, ovvero il disturbo legato all’ossessione per una sana alimentazione. Un approccio simile al cibo viene quindi applicato alla cura della pelle. Non solo, come confermano i dermatologi, l’utilizzo di prodotti pensati per la pelle degli adulti da parte dei bambini può provocare irritazioni, allergie dermatiti. Le stesse pratiche poi possono anche alterare la percezione del proprio corpo, con possibile danni molto seri dal punto di vista psicologico.
Leggi anche: Garlasco, minacce di morte a Lovati: “Non parlare o fai la fine di David Rossi”
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha quindi avviato due istruttorie nei confronti di aziende cosmetiche, accusate di aver promosso in modo scorretto prodotti destinati agli adulti verso bambini e preadolescenti. I dubbi dell’autorità sono legati soprattutto alla mancanza di avvertenze chiare sull’uso dei prodotti, strategie di marketing aggressive che sosterrebbero l’acquisto compulsivo e l’utilizzo di micro influencer molto seguiti dai giovanissimi (in alcuni casi non del tutto consapevoli) per la promozione. Questo tipo di promozione, secondo il Codice del consumo, sarebbe dannosa per una fascia vulnerabile di consumatori. Negli USA, invece, si valuta la possibilità di vietare alcuni prodotti cosmetici ai minori.

