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Cronache
"Covid una strage di Stato". Il j'accuse di Giulio Tarro in un libro

Covid, il virus della paura: libro di Giulio Tarro sulla pandemia

"Covid, il virus della paura": esce il libro di Giulio Tarro in cui fa un’analisi dell'emergenza e della società, dei divieti e dei vaccini obbligatori che si prospettano. La tesi del medico e ricercatore è che in Italia si sia erroneamente calcolata la letalità del virus a causa di valutazioni sbagliate e fa luce sui possibili scenari futuri. Libro acquistabile on line al costo di 13 euro e, a breve, disponibile nelle Librerie Feltrinelli.

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Coronavirus, Giulio Tarro: sparirà come la Sars, lo dimostra uno studio

"Sars-Cov-2 o si adatta o è destinato a morire", ha detto Giulio Tarro, in un'intervista sul blog della Fondazione Petro Nenni. Il virologo cita "uno studio fatto a Singapore", e pubblicato in pre-print su Biorxiv "nel quale si dimostra che coloro che hanno avuto la prima Sars e sono guariti, hanno sviluppato un'immunità cellulare tale da renderli immuni anche al Sars-Cov-2. E questo perché i beta-coronavirus, categoria alla quale il Sars-Cov-2 appartiene, sono in grado di sviluppare un'immunità di tipo cellulare, addirittura più importante di quella derivante dalla produzione di Igg". "Si tratta di un risultato fondamentale, perché sta a dimostrare che il Sars-Cov-2 è per gran parte identico al beta-coronavirus della prima Sars e, quindi, avrà il suo stesso decorso", aggiunge alludendo al fatto che la Sars scomparve dopo alcuni mesi. Secondo TARRO, per recuperare tranquillità, "meglio spegnere la televisione e godersi una passeggiata all'aria aperta in buona compagnia".

CORONAVIRUS: TARRO, 'ESPERTA OMS HA RAGIONE SU ASINTOMATICI' 

"Come al solito si spara a zero senza cercare di capire quello che una persona vuole effettivamente dire, specialmente se alcune dichiarazioni non collimano con un'opinione corrente. Da un punto di vista scientifico, ha ragione la rappresentante dell'Oms" Maria van Kherkhove: "Un asintomatico infettivo non esiste. Non avendo sintomi in quanto non ha una grande quantità di virus al suo interno, non può infettare proprio per questa ragione". Lo afferma lo scienziato e virologo Giulio TARRO, in un'intervista sul blog della Fondazione Petro Nenni, tornando sulle polemiche innescate dalle dichiarazioni dell'esperta sulla contagiosità degli asintomatici. TARRO cita "uno studio recente pubblicato su PubMed. La van Kerkhove, tuttavia, ha precisato che sarebbe più corretto parlare di sintomatico lieve, cioè con pochi sintomi. Lei ha tenuto a fare questa distinzione, che io trovo corretta sul piano scientifico". E un sintomatico lieve può contagiare? "Bisogna sempre contestualizzare le varie situazioni. Se ci troviamo in una condizione di massima carica virale da parte del virus, in un certo periodo dell'anno, a determinate temperature, in alcuni luoghi chiusi sovraffollati: in questi casi, allora, le misure di distanziamento sociale e di protezione individuale hanno un senso anche nell'eventualità di incontrare un sintomatico lieve - dice TARRO - Ma se la situazione è quella in cui ci troviamo adesso, non hanno proprio ragione di esistere".

FASE 3: VIROLOGO TARRO, 'MASCHERINE E DISTANZIAMENTO ADESSO NON SERVONO PIU'

Le mascherine e il distanziamento sociale sono consigli sempre validi o allo stato attuale dei fatti non lo sono più? "Allo stato attuale dei fatti non lo sono più. È bene che tutti se ne rendano conto: scienziati e persone che non fanno il nostro lavoro". Lo afferma lo scienziato e virologo Giulio TARRO, in un'intervista sul blog della Fondazione Pietro Nenni. Per quel che riguarda il Sars-Cov-2 "è stata detta una grandissima sciocchezza: e cioè - spiega TARRO - che questo virus bypassa la nostra prima difesa immunitaria, che è la bocca, così arrivando direttamente agli alveoli polmonari per poi andare ad infettare la zona laringofaringea. È semplicemente ridicolo affermare una cosa simile. Come ogni virus, il Sars-Cov-2 prima di arrivare ai polmoni dando luogo a uno stato iper infiammatorio, passa attraverso la bocca. Se riesce a superare questa prima difesa immunitaria, si va a depositare nella zona laringofaringea e solo successivamente, nei casi più sfortunati e gravi, arrivare ai polmoni. Non avviene il contrario. Tuttavia teniamo presente che, come ho già più volte ripetuto, questi discorsi relativi al contagio si riferiscono ad una storia del Sars-Cov-2 che, per fortuna, ci siamo lasciati alle spalle", conclude. 

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