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Cronache
Dpcm, scuole chiuse in zona rossa. Negozi e spostamenti: tutte le regole

"Il dpcm e' stato firmato dal presidente del consiglio e sara' in vigore dal sei marzo al sei aprile". Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza durante la presentazione del nuovo testo. "C'e' stato un lungo confronto - ha aggiunto - anche con Cts.Il principio guida e' quello della tutela della Salute. Siamo convinti che per far ripartire il Paese bisogna vincere la battaglia sanitaria, che e' la prima mattonella per una fase espansiva di sviluppo,in questo momento particolare dell'Italia, in cui la curva e' in risalita e facciamo il conto con le varianti del virus". 

"Il decreto prova a mantenere un impianto di conservazione delle misure essenziali che sono vigenti. Confermato il modello di divisione di aree che corrispondono a colori in base al quadro epidemiologico". Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza illustrando le misure contenute nel nuovo Dpcm.  "La variante inglese ha una particolare capacita' di penetrazione nelle fascie generazionali piu' giovani. Questo ci ha portato a determinare una scelta, cioe' che in area rossa le scuole di ogni ordine e grado saranno con didattica a distanza". Lo ha annunciato il ministro della Salute, Roberto Speranza, nella conferenza stampa tenuta insieme alla ministra per gli Affari Regionali, Maria Stella Gelmini, per illustrare i contenuti del primo Dpcm dell'era Draghi. "La stessa didattica a distanza avverra' nei territori dove il tasso di incidenza su 100.000 abitanti in 7 giorni sara' pari o superiore a 250". 

Covid, scuole chiuse in zona rossa e nelle aree ad alto contagio

Il tema della chiusura delle scuole e' stato al centro della riunione della cabina di regia tra governo e gli enti locali in vista del varo del Dpcm con le nuove misure per fronteggiare l'epidemia da Covid. La decisione sulla chiusura delle scuole resta affidata ai presidenti di regione nelle zone dove si supera il parametro dei 250 contagiati ogni 100mila abitanti. L'idea sarebbe di chiudere gli istituti automaticamente in zona rossa.

Sul punto, non dovrebbero arrivare interventi di modifica se non di carattere formale. Alla riunione, convocata dal ministro per gli Affari regionali, Maria Stalla Gelmini, hanno partecipato il ministro della Salute, Roberto Speranza, quello dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, il coordinatore del Cts, Agostino Miozzo, il presidente dell'Istituto superiore di Sanita', Silvio Brusaferro, quello del Consiglio superiore di Sanita', Franco Locatelli, insieme ai presidenti della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, dell'Upi, Michele De Pascale, e dell'Anci, Antonio Decaro.

SCUOLA: DECARO, 'A GOVERNO CHIESTI PARAMETRI CHIARI SU CHIUSURE E RISORSE PER FAMIGLIE'

La risalita dei contagi e l'incidenza delle varianti anche su fasce di età più basse sono ''due condizioni che impongono di valutare la chiusura, da parte delle regioni, delle scuole, a determinate condizioni''. Lo ha detto il presidente dell'Anci Antonio Decaro al termine della riunione governo-enti locali sulle misure anti-Covid. ''Nel confronto con il governo e le regioni abbiamo formulato due richieste: parametri chiari sulle condizioni che fanno scattare il provvedimento di chiusura e risorse per le famiglie che hanno bisogno di aiuto nella gestione dei figli - ha aggiunto - Siamo consapevoli che sia fondamentale salvaguardare la salute, anche con provvedimenti duri, ma non si possono lasciare i cittadini sospesi, privi di certezze e di mezzi per far fronte alle restrizioni''.

SCUOLA: AFFINITA (MOIGE),'CHIUSURE SCUOLE? GENITORI NON HANNO PIU' NE' FERIE NE' CONGEDI

Una scelta così drastica, come quella di chiudere le scuole di ogni ordine e grado nelle zone rosse mentre nelle zone arancioni lasciare ai presidenti di regione la facoltà di chiudere quando si raggiungono i 250 casi positivi ogni 100mila abitanti, "deve tener conto non solo della situazione sanitaria, é necessaria una riflessione "più acuta, più profonda che vada al di là delle problematiche sanitarie della chiusura delle scuole. Serve ampliare la riflessione sulle conseguenze didattiche, pedagogiche, sociali ed economiche". Ne é convinto Antonio Affinita, direttore del Moige, che, all'Adnkronos evidenzia inoltre il grave problema di quei genitori, e sono tanti, che non lavorano in smart working ed hanno figli piccoli. "La situazione - spiega Affinita - per coloro che hanno un lavoro obbligatoriamente da svolgere in presenza ed hanno esaurito congedi, ferie e quant'altro permetteva loro di stare a casa con i figli si fa ora veramente critica. I bimbi più piccoli non possono essere lasciati in casa da soli: è abbandono di minore, chi ha figli piccoli non può trovarsi fra l'incudine del datore di lavoro che richiede la presenza e il martello di uno Stato che richiede la presenza con i figli. E' quindi necessario reintegrare il congedo retribuito integrale. Le famiglie sono allo stremo e non si può scaricare su di loro costi e le conseguenze di questa pandemia. Il governo e le istituzioni tutte devono tener conto di questa situazione e trovare una soluzione che comprenda sia l'aspetto epidemiologico, la tutela della salute di tutti, che quello sociale e economico delle famiglie che sono decisamente in difficoltà". Secondo Affinita, "sarebbe più opportuno attivarsi per mettere in atto un monitoraggio ad altissima frequenza dei contagi, attraverso tamponi ed altri sistemi di diagnosi precoce covid". 

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