“E’ presto per rispondere a questa domanda, anche perché dipenderà dalle caratteristiche e dall’efficacia, ma è chiaro che l’obbligatorietà del vaccino favorirebbe in modo rapido l’ottenimento dell’immunità di gregge”. Con queste parole Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università degli studi di Milano, intervistato da Affaritaliani.it risponde alla domanda se il vaccino anti-Covid-19, quando ci sarà, dovrà essere obbligatorio o volontario. Ad aprire il dibattito è stato il premier Giuseppe Conte domenica scorsa a La Piazza di Affaritaliani.it spiegando che, a suo avviso, il vaccino non dovrà essere obbligatorio. “Considerando che questo coronavirus ha un R0 non elevato basterebbe un 70% di copertura del vaccino affinché sia efficiente. Tecnicamente quindi la risposta è sì, dovrebbe essere obbligatorio, visto che da una recente indagine dell’Università Cattolica è emerso che il 41% degli italiani non farebbe il vaccino nemmeno se fosse già a disposizione”, spiega Pregliasco. “Per fortuna la Legge Lorenzin ha permesso di superare quell’assurda tendenza che portava a lasciar stare le vaccinazioni nell’infanzia che si stavano disarticolando. Il problema non è chi arriverà prima ad avere il vaccino contro il Covid e ce ne sono tanti in fase di studio, ma l’industrializzazione non è istantanea e quindi servirà una strategia ampia che punti a coprire prima i soggetti più a rischio. Quanto ai tempi penso che potrebbe essere disponibile in Italia nella primavera del 2021 e che per primi dovrebbero essere vaccinati gli anziani, il personale sanitario e gli insegnanti. Poi a seguire tutti gli altri”, conclude Pregliasco.

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“E’ presto per rispondere a questa domanda, anche perché dipenderà dalle caratteristiche e dall’efficacia, ma è chiaro che l’obbligatorietà del vaccino favorirebbe in modo rapido l’ottenimento dell’immunità di gregge”. Con queste parole Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università degli studi…

