Crans-Montana, 1200 gradi e solo 120 secondi per salvarsi: la simulazione della strage. La Procura di Roma apre un fascicolo di indagine - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 14:15

Crans-Montana, 1200 gradi e solo 120 secondi per salvarsi: la simulazione della strage. La Procura di Roma apre un fascicolo di indagine

Giovanni Bellomia, ingegnere e vigile del fuoco, e l'architetto Martina Bellomia, hanno ricostruito la dinamica dell’incendio attraverso il Fire Dynamics Simulator del NIST

di Chiara Feleppa

Crans-Montana, la Procura di Roma apre un fascicolo di indagine 

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine relativo all'incendio di Crans-Montana costano la vita a 40 persone, sei delle quali italiane. Nel procedimento si procede per omicidio colposo e incendio. Il procedimento è stato avviato dai pm della Capitale che, di norma, hanno competenza per episodi che coinvolgono cittadini italiani all'estero. In base a quanto si apprende, la Farnesina ha inviato a piazzale Clodio una comunicazione relativa a quanto avvenuto a Capodanno a Crans-Montana. Massimo il riserbo da parte degli inquirenti che delegheranno le indagini alle forze dell'ordine.

Crans-Montana, a Le Constellation temperatura di 1200 gradi e 120 secondi per salvarsi: la ricostruzione dell'inferno

Sono passati meno di due minuti e mezzo dall’inizio delle fiamme al bar Le Constellation fino a quando l’intero locale è stato avvolto dal fuoco. Solo 140 secondi in cui la scintilla dei fuochi pirotecnici ha incendiato un pannello fonoassorbente sul soffitto, trasformando rapidamente il bar in una camera a gas che ha tolto la vita a 40 ragazzi e ne ha feriti gravemente oltre 119, che ora lottano tra la vita e la morte a causa delle gravi ustioni riportate. 

Come scrive Repubblica, in uno spazio affollato di circa duecento persone, con una scala stretta poco più di un metro, il tempo disponibile per mettersi in salvo era estremamente limitato. Il fumo ha reso l’aria irrespirabile e le vie di fuga praticamente invisibili già dopo un minuto e mezzo.

A simulare quei concitati momenti sono stati Giovanni Bellomia, ingegnere e vigile del fuoco a Ragusa con esperienza in prevenzione antincendio, e l’architetto Martina Bellomia che, utilizzando immagini del locale e dei suoi arredi, insieme al Fire Dynamics Simulator sviluppato dal NIST (National Institute of Standards and Technology), hanno ricostruito la dinamica dell’incendio.

“La temperatura iniziale al soffitto era di circa 600 gradi. Con il progredire delle fiamme ha raggiunto i 1.200 gradi, mettendo a rischio anche la struttura dell’edificio,” spiegano. La mancanza di finestre e di ossigeno ha però limitato la propagazione, facendo scendere rapidamente la temperatura sotto i 600 gradi. La simulazione ha valore scientifico, non legale, ed è in pubblicazione su Fire Safety Engineering. 

Perché molte persone riprendono invece di scappare

Secondo Bellomia, nei primi due minuti dopo l’innesco del fuoco l’ambiente resta apparentemente “vivibile”, e le persone spesso non percepiscono immediatamente il pericolo. “È normale fermarsi a guardare o filmare le fiamme. Solo quando alcuni iniziano a scappare, gli altri li seguono. Questo fenomeno è noto come comportamento da gregge,” spiega l’ingegnere.

I pannelli di poliuretano hanno bruciato lentamente, rilasciando fumi tossici e gocce incandescenti che hanno incendiato altri arredi. La visibilità è rapidamente scesa a meno di cinque metri, rendendo difficile individuare le uscite. La temperatura vicino al soffitto si è avvicinata ai 600 gradi, mentre al suolo si raggiungevano 60 gradi: condizioni estreme per qualsiasi persona.

Il flashover

Dopo circa 140 secondi, il locale ha raggiunto il flashover: le fiamme si sono propagate contemporaneamente in tutto lo spazio, rendendo l’ambiente immediatamente invivibile. “Il soffitto superava i 600 gradi e l’irraggiamento al pavimento raggiungeva 20 kilowatt per metro quadro,” precisa Bellomia. Per avere un paragone, il calore del sole sulla pelle diventa insopportabile già a 2,5 kilowatt.

Eventi simili anche in Italia

Come ricorda Repubblica, situazioni analoghe non sono rare. A febbraio a Ragusa un incendio partito da un addobbo durante una festa ha provocato 14 feriti: le persone hanno perso tempo a filmare il fuoco prima di mettersi in salvo. Bellomia sottolinea che episodi simili possono accadere in qualsiasi locale pubblico, e spesso bar e ristoranti trasformati in spazi per eventi o balli non rispettano le normative più rigide previste per i locali di pubblico spettacolo.

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