Crans Montana, la rivelazione choc di un fornitore dei Moretti: "Non volevano materiali ignifughi. Mi hanno minacciato di...". VIDEO - Affaritaliani.it

News

Ultimo aggiornamento: 14:44

Crans Montana, la rivelazione choc di un fornitore dei Moretti: "Non volevano materiali ignifughi. Mi hanno minacciato di...". VIDEO

Il racconto del fornitore a Storie Italiane su Rai 1

di Sandro Mantovani

Crans Montana, la rivelazione choc di un fornitore dei Moretti

Non si tratterebbe di una semplice negligenza, ma di una scelta consapevole. È quanto emerge dalle dichiarazioni rese dal fornitore degli arredi del bar Le Constellation di Crans-Montana, il locale in cui la notte di Capodanno è scoppiato un incendio che ha causato la morte di 41 persone. A riportarlo è LaPresse.

"La moglie di Moretti mi ha detto che non avevano bisogno di arredi ignifughi perché ha dei parenti che lavorano in alte posizioni nel Comune di Crans Montana. A quel punto capisci che non si tratta più di negligenza o inconsapevolezza, ma è tutto doloso”.

È quanto ha affermato il fornitore di mobili scelto da Jacques e Jessica Moretti per il bar Le Constellation, il locale in cui la notte di capodanno è scoppiato un incendio che ha ucciso 41 persone. “Ho incontrato prima Jessica a Parigi e poi ho venduto tutto quello che si trovava nel locale, se non sbaglio 30 pezzi, e ho mail che lo dimostrano”, ha spiegato il fornitore raggiunto telefonicamente da Storie Italiane su Rai1, “l’imbottitura ignifuga di un divano costa circa il 15% in più, ma loro non l’hanno voluto. La prova di questo sono i divani intatti del locale: la polizia può recuperare dei campioni di imbottitura per controllare”.

“Ci sono regole molto severe in materia di incendi: per avere i permessi devi sottoporre tutti i certificati e le autorizzazioni di conformità e solo se passi i controlli puoi aprire”, ha aggiunto il testimone, “è impossibile che lui li abbia mostrati perché io non glieli ho mai dati. Come ha fatto ad avere l’autorizzazione ad aprire?”.

Tra le mail scambiate con i Moretti compare anche un’intimidazione: “Ho anche una e-mail di Jacques dove minacciava di rompermi le ossa, le braccia, le gambe perché la moglie si stava lamentando sui tempi di consegna degli arredi e io le avevo spiegato che i ritardi a volte sulle consegne capitano. Per Jacques ero stato troppo diretto nel rivolgermi a sua moglie, non ha gradito i miei modi con lei”.

Infine, il fornitore ha raccontato i tentativi di avvisare le autorità: “Ho scritto il tre, quattro, cinque e sei gennaio alla polizia municipale e successivamente sotto loro indicazione alla polizia cantonale di Sion. Ho anche chiamato per sapere se avessero ricevuto le mie mail e mi hanno detto che mi avrebbero richiamato ma per due settimane non ho sentito nessuno", spiega.

"A distanza di un mese", conclude, "ho poi scritto che non avrei più collaborato perché era stato rotto il patto di riservatezza e il mio nome era iniziato a circolare. Non mi sento protetto dalle autorità adesso, ho preferito parlare con chi mi fido della stampa internazionale per raccontare tutto”.