Crans Montana, i Moretti a confronto davanti ai pm
Giornata chiave per l’inchiesta sulla strage di Crans-Montana, per la prima volta i proprietari del Constellation, si troveranno a confronto davanti ai pm. Questo particolare interrogatorio, molto atteso, era sempre stato rinviato a causa di certificati medici presentati dai legali dei Moretti. La coppia francese proprietaria del bar andato a fuoco la notte di Capodanno nella località sciistica svizzera di Crans-Montana sarà interrogata insieme oggi dai pubblici ministeri incaricati del caso. L’udienza, che si svolgerà in forma di confronto, avrà luogo alla presenza degli avvocati delle parti, i quali potranno interpellare Jacques e Jessica Moretti su una tragedia che ha causato 41 morti e 115 feriti.
“Il metodo di confronto è a discrezione dei magistrati. Credo che abbiano prove da sottoporre a entrambe le parti”, ha dichiarato all’AFP Romain Jordan, uno dei legali delle parti civili, aggiungendo: “La nostra aspettativa rimane la stessa: ottenere risposte e conoscere la verità. Questo confronto è l’ultima opportunità per la coppia Moretti di dire tutta la verità. Le vittime ne hanno bisogno per il loro lutto“.
La tragedia, avvenuta durante i festeggiamenti di Capodanno al bar ‘Le Constellation’, ha colpito soprattutto adolescenti e giovani adulti, tra cui molti stranieri, in particolare italiani e francesi. L’ultimo interrogatorio di Moretti, principale sospettato nell’inchiesta, era previsto per il 7 aprile ma era stato rinviato per motivi di salute. I due proprietari sono già stati ascoltati due volte dall’inizio dell’indagine penale; l’uomo era stato posto in custodia cautelare il 9 gennaio e poi rilasciato il 23 gennaio dietro cauzione di 200.000 franchi svizzeri (220.000 euro), prima che la coppia venisse sottoposta a misure restrittive.
Complessivamente sono 14 le persone indagate con l’accusa di omicidio colposo, lesioni personali e incendio doloso per negligenza. Tra queste figurano diversi funzionari eletti ed ex dipendenti del comune, i cui vertici hanno ammesso subito dopo il disastro che nel locale mancavano i controlli di sicurezza e antincendio dal 2019. I primi risultati dell’indagine suggeriscono che il rogo sia stato causato dalle scintille di candele a fontana che hanno incendiato la schiuma fonoassorbente sul soffitto del seminterrato. Oltre a chiarire le potenziali responsabilità del comune, l’inchiesta punta a esaminare le misure di prevenzione adottate dai proprietari e a ricostruire l’esatta sequenza degli eventi.

