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Crollo del viadotto in Sicilia. Ciucci si dimette da presidente Anas

Crollo del viadotto in Sicilia. Ciucci si dimette da presidente Anas
Pietro ciucci
Il caso più emblematico e che ha suscitato maggiore clamore è quello del viadotto Scorciavacche sulla statale Palermo-Agrigento, inaugurato alla vigilia di Natale scorso e crollato a gennaio dopo appena una settimana. Una vicenda che scatenò la reazione del premier Renzi e sul quale è in corso un’inchiesta della procura. Il mandato nelle mani del ministro Delrio

Il dottor Pietro Ciucci – spiega una nota Anas – ha incontrato questa mattina, presso la sede del Ministero a Porta Pia, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, comunicandogli la sua intenzione di rimettere l’incarico di consigliere e di presidente di Anas a partire dall’Assemblea degli Azionisti per l’approvazione del bilancio 2014, che verra’ convocata, nei termini di legge e di statuto, a meta’ maggio. La decisione, si legge nella nota dell’Anas, e’ stata presa “in segno di rispetto per il nuovo Ministro al fine di favorire le piu’ opportune decisioni in materia di governance di Anas”.

Pietro Ciucci, lascera’ la guida dell’Anas il giorno dell’assemblea di approvazione del bilancio 2014, che si terra’ a meta’ maggio. La decisione, messa nero su bianco con una nota al termine di un incontro tra Ciucci e il Ministro dei Trasporti Graziano Delrio, formalmente viene motivata come un segno di “rispetto per il nuovo Ministro al fine di favorire le piu’ opportune decisioni in materia di governance di Anas”. Ma l’addio di Ciucci appare tutt’altro che un passaggio formale. Al contrario, si tratta di una decisione “condivisa e molto apprezzata”, commentano al Mit subito dopo l’incontro. Un incontro che viene raccontato come “molto franco” in cui il governo ha chiaramente lasciato intendere che un passo indietro di Ciucci sarebbe stato gradito. Che la scelta del numero uno dell’Anas non sia stata del tutto spontanea viene confermato dalle parole pronunciate dallo stesso Ciucci circa due settimane fa: “Avrei poco senso di responsabilita’ verso Anas se mi alzassi e rassegnassi le mie dimissioni”, aveva detto Ciucci il 30 marzo rispondendo ai cronisti che chiedevano conto delle dimissioni di Maria Cannata del Mef e Sergio Dondolini del Mit, due dei tre membri del Cda del gruppo oltre allo stesso Ciucci. “Credo che se il mio azionista avesse voluto chiedermi qualcosa me lo avrebbe chiesto in un incontro diretto”, aveva aggiunto. “Il mio incarico scade tra un anno ed e’ sempre stato a disposizione – erano state le parole di Ciucci – io non resisto abbarbicato alla poltrona come l’ultimo dei mohicani: e’ il ministro che deve decidere”. Oggi l’incontro con Delrio. E l’annuncio di dimissioni a maggio. (AGI) Mgm 
 

Nato a Roma il 24 ottobre 1950, Ciucci è presidente dell’Anas dal 2006 ed è stato riconfermato due volte, l’ultima ad agosto 2013. L’11 agosto 2011 è stato nominato Amministratore Unico di Anas Spa, con decreto interministeriale del Ministro dell’Economia e delle Finanze e del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Dal 1987 al 2000 ha lavorato all’Iri, prima di entrare fino al 2002, nel collegio dei liquidatori dell’Iri stessa. Dal settembre 1969 al 1987 aveva lavorato alla Società Autostrade. Dal 4 giugno 2002 al 14 maggio 2013 è stato anche Amministratore Delegato della Società Stretto di Messina.

Anas è finita negli ultumi mesi nella bufera per una serie di cedimenti stradali. Quello del pilone sull’autostrada A19 Palermo-Catania, lo scorso 10 aprile, è solo l’ultimo tassello di un mosaico di crolli che hanno coinvolto negli ultimi due anni, soprattutto sulle strade siciliane. Un elenco che si apre con il crollo di una porzione del viadotto Verdura il 2 febbraio 2013, lungo la statale 115 che collega Agrigento con Sciacca, in territorio di Ribera. Il ponte, allora, si squarciò a metà. Anche il 7 luglio in contrada Petrulla, in territorio di Licata (Ag), sulla statale 626 che collega Campobello di Licata, Ravanusa, Canicattì fu sfiorata la tragedia: le carreggiate di un ponte si piegarono verso il basso a causa di un cedimento strutturale, toccando il fondo da un’altezza di quattro metri.

Ma il caso più emblematico e che ha suscitato maggiore clamore è quello del viadotto Scorciavacche sulla statale Palermo-Agrigento, inaugurato alla vigilia di Natale scorso e crollato a gennaio dopo appena una settimana. Una vicenda che scatenò la reazione del premier Matteo Renzi e sul quale è in corso un’inchiesta della procura. Ai primi di marzo è stata la volta del crollo del viadotto Italia sulla Salerno Reggio Calabria, nel quale è morto un giovane operaio. Infine, il 10 aprile un pilone dell’autostrada A19 Palermo-Catania ha ceduto tra gli svincoli di Scillato e Tremonzelli, in direzione del capoluogo etneo