
“Abbiamo il diritto di crescere i nostri figli. Ma questo non ci è permesso”. Antonio Borromeo, 46enne di Vasto, il 25 aprile inizierà un lungo cammino. A piedi dalla cittadina abruzzese fino a Strasburgo, dove ha sede la Corte europea dei diritti dell’uomo. Antonio lotta perché venga applicata la legge 54 del 2006 che dice che, in caso di separazioni, l’affido del minore deve essere equo. Stesse responsabilità per padri e madri, stessi diritti e doveri. La sua storia inizia nel 2006 quando, dopo una separazione consensuale fu disposto un affido condiviso. Dopo poco però il bambino venne affidato solo alla madre. Da lì è iniziata la sua battaglia.
La stessa di tanti padri italiani, che vogliono veder riconosciuti i loro diritti di genitori. Una protesta che lo porterà a Strasburgo.
La partenza è prevista per il 25 aprile da Vasto, in direzione nord. Poi tante tappe. Una sosta il primo maggio a Bologna, dove ci sarà un banchetto in piazza. Dalla Svizzera Borromeo prenderà un treno che lo porterà fino al paese prima di Strasburgo, dove andrà a consegnare la petizione alla Corte dei Diritti Umani. Poi ritorno verso casa, passando per Roma, Napoli. Borromeo porterà sopra lo zaino un simbolo per comunicare a tutti il suo messaggio. Ci sarà il messaggio: Bigenitorialità… insieme si può. E poi la formula 50% papà+50% mamma=100% figlio felice”.
