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Cronache
Datagate, "l'Nsa spia miliardi di cellulari"


Sim nel mirino. Lo dice la Nsa. E lo dice Snowden. Violati dagli 007 Usa e britannici anche i cellulari italiani. Si tratta delle sedi della Gemalto, la più grande azienda produttrice di sim al mondo. Secondo le ultime rivelazioni di Snowden, una decina di impianti dell'azienda (ce ne sono 45 in tutto il mondo) sono stati hackerati dagli 007 che hanno rubato i codici criptati per proteggere la privacy di decine di milioni di persone su smartphone e tablet: non solo i dati di telefonate, messaggi, chat, email, ma anche i contenuti delle conversazioni.

In base a un documento segreto del Government Communications Headquarters (Gchq) - datato 2010 e dato dalla talpa del Datagate Snowden al sito specializzato The Intercept - i servizi britannici insieme ai colleghi dalla Nsa americana (che nel marzo 2010 formarono il cosiddetto Mobile Handset Exploitation Team) avrebbero quindi violato i sistemi informatici della Gemalto, multinazionale basata in Olanda e presente in 85 Paesi che ogni anno produce due miliardi di sim card.

Tra i clienti di Gemalto ci sono giganti delle tlc come AT&T, Verizon, T-Mobile, Sprint, e altri 450 operatori nel mondo. Non solo: la Gemalto produce anche i chip utilizzati nelle carte di credito di ultima generazione. "Pensiamo di avere in mano la loro intera rete", scrivevano gli 007 britannici in uno dei rapporti segreti sull'attività con la quale insinuavano virus "malware" nei computer degli impianti della Gemalto. Tra gli stabilimenti nel mirino, oltre a quelli in Italia, quelli di Germania, Spagna, Russia e Cina.

Per meglio carpire le informazioni di cui erano a caccia, gli 007 britannici e americani avrebbero anche violato le email e gli account Facebook di decine di dipendenti della Gemalto, introducendosi anche nella posta elettronica di altri big di internet come Yahoo! e Google. Si tratta del cosiddetto "cyberstalking", per rubare tutto ciò che potesse essere utile a violare i server e, dunque, il sistema informatico della Gemalto.

L'azienda ha commentato con un comunicato ufficiale la notizia della violazione dei proprio archivi: "Secondo quanto appreso, il target non era Gemalto in sé. Si è trattato di un tentativo di lanciare una rete il più ampia possibile per raggiungere il maggior numero di telefoni cellulari con lo scopo di monitorare le comunicazioni mobile senza il consenso di operatori e utenti. Fino a oggi", continua il comunicato, "non eravamo a conoscenza delle operazioni condotte dalle agenzie".

Un documento segreto della Nsa rivela che i servizi sono stati in grado di "processare" tra i 12 e i 22 milioni di codici al secondo che poi venivano messi da parte per essere utilizzati al momento necessario. Ma con delle nuove tecniche le previsioni erano di oltre 50 milioni di "chiavi" processate al secondo.

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