Aeroporti di Roma porta al Leonardo da Vinci il fenomeno social dei “Notes to Strangers”, trasformati in messaggi dedicati ai passeggeri. Bigliettini motivazionali tra partenze, arrivi e coincidenze: perché a Fiumicino ormai si viaggia anche con l’incoraggiamento incorporato. “No stress”. “Sorridi”. “Questo post-it ti porterà fortuna”. Se trovate un bigliettino del genere all’aeroporto di Roma Fiumicino, niente paura: non è un messaggio lasciato da vostra madre e neppure l’ultimo tentativo disperato della compagnia aerea per comunicarvi un ritardo.
È la nuova iniziativa di Aeroporti di Roma, che ha importato al Leonardo da Vinci uno dei trend più popolari di TikTok e Instagram: i Notes to Strangers diventano così “Notes to Passengers”, piccoli messaggi distribuiti agli sconosciuti per regalare qualche secondo di buonumore.
A Fiumicino anche l’ansia da gate diventa social
L’aeroporto, in effetti, è il laboratorio perfetto: c’è chi parte felice, chi torna innamorato, chi saluta piangendo e chi attraversa il Terminal 1 trascinando un trolley a velocità olimpica perché il gate chiude tra quattro minuti. In mezzo a tutto questo, un “Sorridi” può aiutare. Anche se davanti alla scritta “No stress”, dopo aver visto la scritta DELAYED sul tabellone, il passeggero medio potrebbe reagire con osservazioni non propriamente pubblicabili sui social.
ADR ha raccolto reazioni e messaggi in un video diffuso sui propri canali Instagram e TikTok, trasformando partenze e ricongiungimenti in contenuto social.
Estate da record: oltre 10 milioni di passeggeri
L’iniziativa arriva durante un’estate particolarmente affollata: tra luglio e agosto il Leonardo da Vinci prevede oltre 10 milioni di passeggeri, più del 4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Intanto cresce anche l’assistenza digitale. Il Virtual Assistant di ADR, disponibile sul sito e su WhatsApp, ha già superato 1,3 milioni di conversazioni, con una valutazione media di 4,6 su 5, e ora può rispondere anche attraverso chiamate vocali gestite dall’intelligenza artificiale. Insomma, a Fiumicino ormai parlano tutti: operatori, chatbot e perfino i post-it.
Manca soltanto che il trolley parlante ci dica sbeffeggiandoci: “Stai sereno, tanto io a destinazione ci arrivo”.

