Le nuove immagini del RIS, le anomalie già esaminate nel libro di Ranieri Rossi e le valutazioni dell’avvocato Luca Maria Fancello sui possibili sviluppi giudiziari.
David Rossi, le nuove immagini del RIS e le valutazioni di Fancello sui possibili sviluppi giudiziari
Dodici sequenze di ombre, compatibili con la presenza di una o più persone all’imbocco di vicolo Monte Pio, a Siena, la sera del 6 marzo 2013, quando David Rossi, responsabile della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena, morì dopo essere precipitato dalla finestra del suo ufficio a Rocca Salimbeni. È quanto emerge dalla nuova relazione di 74 pagine del RIS dei Carabinieri, illustrata il 12 ottobre alla Commissione parlamentare d’inchiesta. Le ombre, individuate nei filmati tra le 20:04 e le 20:14, sarebbero compatibili con persone presenti nell’area non direttamente inquadrata dalle telecamere. Gli accertamenti non consentono però, da soli, di identificarle o di stabilire se abbiano ostacolato i soccorsi.
Affaritaliani ne ha parlato con Luca Maria Fancello, avvocato che nel 2022 ha collaborato alla revisione giuridica del libro David Rossi. I fatti, scritto da Ranieri Rossi, fratello di David, insieme al legale della famiglia Paolo Pirani. “Mi hanno chiesto se fossi disponibile a rivedere tutti i testi e dare una consulenza legale, cosa che ho fatto”, racconta Fancello, che successivamente ha conosciuto Ranieri, instaurando con lui un rapporto personale. Un lavoro che, secondo Fancello, merita oggi di essere riletto alla luce dei nuovi accertamenti. L’avvocato considera il libro del 2022 una ricostruzione che “si sta dimostrando profetica”. All’epoca Ranieri Rossi aveva già raccolto numerosi interrogativi sulle indagini, dall’orologio alle modalità dei primi rilievi, quando la morte del fratello era stata archiviata come suicidio. A distanza di quattro anni, le nuove consulenze della Commissione parlamentare hanno riesaminato diversi di quegli elementi, aggiungendo ulteriori valutazioni tecniche sulla possibile aggressione e sulla dinamica della caduta.
Il colonnello Aglieco, i rilievi della Scientifica e il mistero dell’orologio
Fancello ripercorre alcune delle anomalie già affrontate nel volume del 2022, a partire dalla presenza sul luogo della morte dell’allora comandante provinciale dei Carabinieri di Siena, Pasquale Aglieco. “C’è un capitolo nel libro dedicato al colonnello Aglieco, che si materializza lì con la scusa di aver finito le sigarette, però si trovava a tre chilometri da casa sua”, osserva il legale, richiamando la versione fornita dall’ufficiale sulla propria presenza nel vicolo. L’avvocato si sofferma anche sulle modalità con cui furono esaminati alcuni oggetti nell’ufficio, citando il portafoglio di Rossi, che secondo la ricostruzione richiamata dal libro sarebbe stato aperto e maneggiato durante le prime operazioni. “Sono cose che mi parevano strane”, commenta Fancello, tornando poi sui tempi dell’intervento degli specialisti: “La Polizia Scientifica arrivò solamente intorno alle 23”.
Le modalità dei primi rilievi e la gestione dei tre bigliettini trovati nel cestino erano già state oggetto di interrogativi nelle precedenti indagini e nelle consulenze successive.
Un’altra questione riguarda l’orologio di Rossi, ritrovato a distanza dal corpo, con la cassa separata dal cinturino e la lancetta dei minuti staccata. “La cassa dell’orologio è stata ritrovata nell’angolo di vicolo Monte Pio, a circa due metri e mezzo dal corpo”, racconta Fancello. Il legale richiama le verifiche affrontate nel libro di Ranieri Rossi: la posizione della lancetta delle ore era stata interpretata come compatibile con un orario intorno alle 20:15-20:20, circa mezz’ora dopo la caduta di Rossi, avvenuta alle 19:43. “Qui non parlo della Commissione, parlo del libro”, precisa Fancello. Un particolare che aveva alimentato l’ipotesi di una caduta successiva dell’orologio, senza però dimostrarla. Un’analisi tecnica pubblicata nel 2020 aveva infatti prospettato che il meccanismo potesse essersi fermato diverso tempo dopo l’impatto.
Le nuove verifiche della Commissione parlamentare d’inchiesta hanno riesaminato il distacco dell’orologio, le lesioni al polso sinistro e le immagini della precipitazione. Secondo le valutazioni illustrate dai consulenti, la cassa e il cinturino si sarebbero separati prima dell’impatto al suolo e le lesioni riscontrate sarebbero compatibili con un’aggressione precedente alla caduta, nella quale potrebbero essere state coinvolte almeno due persone.
Quanto alle immagini del vicolo, Fancello riferisce la sintesi degli ultimi accertamenti ricevuta da Ranieri Rossi: “Le analisi dei filmati di videosorveglianza, incrociate con la simulazione del RIS, collocano una o due persone nel punto cieco del vicolo”. Secondo l’ipotesi che illustra, quelle persone sarebbero rimaste nella zona per circa venti minuti, mentre Rossi si trovava ancora a terra.
“Questa figura avrebbe stazionato volontariamente nel vicolo, impedendo i soccorsi mentre David era ancora in vita”, riferisce l’avvocato. Si tratta di una possibile interpretazione delle presenze rilevate, non di una responsabilità già accertata. Anche il presidente della Commissione parlamentare, Gianluca Vinci, aveva illustrato ad Affaritaliani l’ipotesi di un’aggressione nata per intimidire Rossi e successivamente degenerata.
Il possibile ruolo delle nuove consulenze nelle indagini della Procura
Per Fancello, gli accertamenti della Commissione potrebbero avere conseguenze anche sul piano giudiziario. “Gli atti della Commissione provengono da un organismo istituzionale che si è avvalso di consulenti di particolare prestigio”, spiega l’avvocato, sottolineando il valore che la documentazione potrebbe assumere nelle successive valutazioni della magistratura.
“Qui non stiamo parlando solo di spunti, ma di una miniera d’oro che la Commissione parlamentare sta portando avanti”, aggiunge, ritenendo che il materiale raccolto possa contribuire a ulteriori accertamenti e, qualora emergessero elementi sufficienti, anche all’iscrizione di eventuali indagati.La Procura di Siena aveva già aperto nel marzo 2026 un nuovo fascicolo, inizialmente a modello 45, senza ipotesi di reato e senza indagati. Gli ulteriori sviluppi dipenderanno dalle valutazioni dell’autorità giudiziaria, alla quale la Commissione ha trasmesso e potrà trasmettere le risultanze dei propri lavori.
Fancello resta invece prudente sulla possibile pista della criminalità organizzata richiamata recentemente da Vinci. “Su questo mi è sembrato prudente Ranieri quando ci siamo sentiti”, precisa l’avvocato, evitando di considerare già accertati eventuali collegamenti.
Gli accertamenti sui filmati si aggiungono alla relazione di 217 pagine firmata da Edoardo Genovese e Robbi Manghi, pubblicata integralmente da Affaritaliani, nella quale i consulenti giudicano l’ipotesi del suicidio tecnicamente e scientificamente insostenibile. Spetterà alla magistratura valutare gli elementi acquisiti dalla Commissione e accertare eventuali responsabilità nella morte di David Rossi.
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