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Cronache
Campania, chiude un pronto soccorso.De Luca tra coprifuoco e tagli alla sanità
(fonte Lapresse)

Chiuso il pronto soccorso di Vico Equense

De Luca chiude la Campania. Il problema è che chiudono anche gli ospedali. Tra ordinanze, limitazioni e coprifuoco del governatore per far fronte alla seconda ondata epidemica della pandemia che devasta l'Italia da marzo, succede che a Vico Equense, cittadina della Penisola Sorrentina, venga chiuso il pronto soccorso dell' Ospedale "de Luca Rossano". In piena emergenza sanitaria.
La decisione è stata presa dalla Regione Campania e dalla Direzione Generale dell’ASL: la chiusura del presidio sanitario è stata prevista per il 21 ottobre giorno dal quale i cittadini di Vico dovranno necessariamente recarsi negli ospedali delle città di Sorrento e Castellammare di Stabia. 
L'obbligo di chiusura della struttura, da quanto si apprende in un articolo del Corrierino, è stato necessario per la carenza del personale medico nei Covid Hospital di Boscotrecase, Torre del Greco e Castellammare dove negli ultimi giorni, nei quali si è regitrata una impennata di casi nella regione Campania, arrivano sempre più casi sospetti Covid.
E' da tempo che la chiusura del pronto soccorso di Vico Equense era nell'aria ma la Regione e l'Asl di Napoli hanno deciso, che questo fosse il momento propizio per una decisione che dà un altro colpo di grazia alla sanità pubblica della Campania. 

Il commento delle forze politiche

La reazione alla notizia è stata una pronta organizzazione da parte del sindaco di Vico Equense, Andrea Buonocore, di una protesta che ha chiamato a raccolta sia gli assessori che gli abitanti della cittadina della Penisola Sorrentina. Sul tema sono intervenuti diversi esponenti politici tra cui, Annarita Patriarca, capogruppo regionale di Forza Italia, la quale in una intervista sul Corrierino sottolinea :"E' da irresponsabili smantellare reparti, in cui si combattono malattie non meno gravi e potenzialmente letali del coronavirus, e trasferire medici che servono l’intero comprensorio oplontino-stabiese, quello dei Lattari, e della costiera sorrentina, senza programmare un adeguato turnover.-continua Patriarca-Facciamo i conti con una emergenza gestita in maniera assolutamente approssimativa da parte del presidente della Regione Campania. Che in tutti questi mesi ha pensato solo a mascherare la grave crisi in atto a fini elettorali, mettendo a punto spot ad effetto, e conquistando la ribalta delle televisioni nazionali con performance da showman piuttosto che da amministratore serio e coscienzioso, che si preoccupa dei cittadini, della loro salute, e dei servizi che bisogna predisporre e implementare in caso di emergenze”. 
La capogruppo di Fratelli d'Italia sembra porsi nella stessa direzione perseguita in maniera decisa in questi giorni anche dal sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, il quale ha più volte sostenuto come la linea del presidente De Luca sia inadeguata e superficiale per far fronte all'emergenza sanitaria che la Campania sta vivendo da settimane. 

I numeri dei tagli alla sanità pubblica campana

Prima la chiusura delle scuole, poi il coprifuoco dalle 23.00 alle 5.00 del mattino e la limitazione degli spostamenti tra province, in più l'inasprirsi della lotta alla movida e l'accanimento contro Halloween: queste le carte giocate da De Luca, soprannominato 'lo sceriffo', per vincere questa difficile battaglia contro il virus. Ma sul tavolo da gioco vi è anche un'altra realtà, che il governatore della Campania nelle sue molteplici dirette Facebook sembra a dimenticare: i tagli alla sanità pubblica che durano da anni, con riduzione di posti letto e chiusura di presidi sanitari nella regione, e la mancanza di personale sanitario. 
Prendendo in considerazione i dati del Ministero della Salute, i medici in Campania nel 2011 erano più di 10mila e gli infermieri 20mila. Nel 2017 sono diventati 8.869 i primi e  18.145 i secondi. Sono inoltre spariti più di 1000 posti letto. La situazione non è migliorata negli anni seguenti e nel 2018 la Campania è risultata ancora la penultima regione d’Italia per i livelli essenziali di assistenza.
La regione è inoltre quella che più di tutte ha tagliato le risorse per pagare il personale dipendente, in gran parte medici e infermieri. Dal 2009 al 2018 il calo è stato di ben il 19,7%, secondo i dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze. In più è crollata la percentuale di spesa per dipendente sul totale di quella corrente: nel 2006 ai dipendenti andava il 34% di tutte le uscite riguardanti la sanità, in linea con la media nazionale, del 33,8%, nel 2018 si è scesi al 25,6%.
De Luca, al centro dell'attenzione per la sua gestione della pandemia, potrebbe avere un nuovo fronte polemico a cui deve dare una risposta: i tagli alla sanità.

Alessandra Vardaro

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