Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Denise Pipitone, nuove rivelazioni: “Ora la magistratura riapra il caso”

Denise Pipitone, nuove rivelazioni: “Ora la magistratura riapra il caso”

L’ex procuratore Alberto Di Pisa: “Sono convinto che il fatto sia maturato in famiglia”. Tra omissioni e “buchi”, dopo i media intervengano i giudici

Denise Pipitone, nuove rivelazioni: “Ora la magistratura riapra il caso”
Il caso di Denise Pipitone, la bambina scomparsa da Mazara del Vallo nel 2004 deve essere riaperto. Il direttore di affaritaliani.it Angelo Maria Perrino, ospite nella trasmissione ORE 14 condotta da Milo Infante su Rai2, lo ha

Il caso di Denise Pipitone, la bambina scomparsa da Mazara del Vallo nel 2004 deve essere riaperto. Il direttore di affaritaliani.it Angelo Maria Perrino, ospite nella trasmissione ORE 14 condotta da Milo Infante su Rai2, lo ha ribadito con forza: la notitia criminis c’è e quindi gli inquirenti devono riaprire il caso Pipitone.

Nella puntata odierna di ORE 14 è intervenuto il dott. Alberto Di Pisa, nel 2008 Procuratore della Repubblica a Marsala, che chiese e ottenne il rinvio a giudizio della sorellastra di Denise, Jessica Pulizzi, poi assolta sia in primo sia in secondo grado. L’ex procuratore aveva definito una sceneggiata mediatica il programma russo che qualche giorno fa aveva ipotizzato che Denise fosse una ragazza di 21 anni che tramite la trasmissione cercava i suoi genitori.

“Io resto convinto malgrado l’assoluzione che il fatto sia maturato in famiglia e nasce dall’odio che la sorellastra Jessica Polizzi nutriva nei confronti di Denise e della madre. Abbiamo ritenuto durante le indagini che la Polizzi abbia prelevato la bambina, e qualcuno ha sicuramente visto ma non parla. Da lì l’ha consegnata ai Rom. Le intercettazioni parlano chiaro: la Polizzi dice di aver portato Denise a casa. E per casa magari si può pensare che fosse quella della Corona”.

“Quindi si può ipotizzare che la bambina si trovasse in quella casa durante la prima perquisizione. Perquisizione che ha dell’incredibile e che non è stata effettuata nella casa giusta ma in quella di una vicina. Indubbiamente questo ha danneggiato le indagini. Ribadisco: a mio avviso Jessica ha prelevato e consegnato la bambina che è sparita nel nulla. Mettere in mezzo la mafia non ha senso. Non c’entra nulla. Ritengo veritiera, però, la segnalazione giunta da Milano. La bambina aveva un taglietto sulla faccia come quella della foto” racconta durante la trasmissione Alberto Di Pisa.

*BRPAGE*

Ma il mistero si infittisce. Secondo quanto dichiarato da Milo Infante la mamma di Denise sarebbe anche stata intercettata per dieci anni, sia con le microspie presenti nelle prese della corrente di casa, sia con un sistema di intercettazione a bordo della sua auto. Probabilmente perché all’inizio si pensava che la scomparsa di Denise fosse una questione legata allo stretto nucleo familiare. Quindi oltre alla sofferenza anche il sospetto nei suoi confronti.

Di Pisa nelle sue dichiarazioni ha detto più di una volta che intorno all’indagine c’è stata tanta confusione perché troppe persone ci hanno messo la mano. “Quando ci sono sei organi che indagano sono troppi – ha detto l’ex procuratore – e si crea confusione, io non ho nulla da rimproverarmi per il mio lavoro. Ho fatto il possibile ma non sempre la giustizia risolve un caso. Ricordo che arrivò anche una chiamata che ci diceva di controllare un terreno. Andammo, scavammo e trovammo una piccola bara vuota. Facemmo il test del Dna, ma di Denise non c’era traccia. Comunque l’impegno c’è stato”.

Un segnale per qualcuno? Forse. Il direttore di affaritaliani.it Angelo Maria Perrino ha detto: “il procuratore parla di confusione, ma era lui che coordinava le indagini. Quindi dovrebbe chiarire meglio. E anche le sue dichiarazioni sono ipotesi di reato. Non capisco perché la procura di Marsala non apra un’indagine”.

Di Pisa ha continuato il suo racconto: “Mi auguro che la bambina sia in vita e che qualcuno dica la verità. Questa è una vicenda tragica, soprattutto per la madre, la signora Piera Maggio, per ciò che ha sopportato in tutti questi anni. Ma qualcuno deve sapere qualcosa per forza. Forse l’amica della Corona. La donna con cui parlava spesso. Lei dovrebbe sapere qualcosa o magari solo averla intuita grazie al rapporto confidenziale che avevano le due donne. Poi, la cerchia familiare sicuramente. A me ha dato fastidio il muro di gomma intorno alla vicenda. Nessuno ha parlato. Come se non fosse accaduto nulla quel giorno. Questa è la cosa che fa impressione. Le indagini sono state ostacolate anche dall’omertà. Non è possibile che una bambina scompaia nel nulla a mezzogiorno. Qualcuno, lo ripeto, deve aver visto. E nessuno parla perché siamo a Mazara del Vallo e non a New York” ha concluso Di Pisa.

*BRPAGE*

D’altronde la dott.ssa Maria Angioni, Pubblico Ministero che si occupò del caso prima dell’alternanza di ben 11 pm, aveva rilasciato nei giorni scorsi alcune dichiarazioni bomba: dal sospetto che gli indagati potessero essere stati avvisati delle indagini dall’interno della Magistratura, alla presenza dei Servizi Segreti che aleggiava intorno all’inchiesta, fino alla possibilità che Denise possa essere stata vittima di un sequestro commesso da professionisti del crimine, forse un’organizzazione mafiosa.

Ovviamente, a questo punto si dovrebbe procedere d’ufficio, ascoltando le motivazioni che hanno portato la Dott.ssa Angioni a dire certe cose. In ogni caso gli interrogativi sul caso restano davvero tanti. Perché ad esempio gli indagati sarebbero stati informati di avere i telefoni sotto controllo? Perché ci sarebbe stato l’interessamento dei Servizi Segreti sul caso? Perché da come è stata descritta la vicenda le forze dell’ordine non vedevano di buon occhio il lavoro della Pm? Queste sono domande a cui finora nessuno ha dato risposta.