
“Sono diabetico, come Christian, da 47 anni, ho lavorato per 40 anni ed ora sono in pensione. Il mio diabete non ha mai costituito ostacolo all’esercizio della mia professione e attualmente godo di più che discreta salute. Con costernazione, incredulità e rabbia, sono costretto a leggere che Poste Italiane ha rifiutato di assumere alle sue dipendenze, in provincia di Bergamo, Christian, diabetico dal 2008.
Inaccettabile è la giustificazione della responsabile del locale ufficio PT: ‘I certificati medici del giovane confermano che potrebbe lavorare, ma per la tutela del ragazzo abbiamo creduto opportuno non assumerlo.’ L’Italia è il Paese che ha licenziato la più moderna legislazione in difesa dei diritti delle persone con diabete: nel 1987! Eppure, dobbiamo constatare che le persone con diabete sono ancora oggetto di discriminazione.
Ci auguriamo che chi di dovere voglia prendere i giusti provvedimenti, salvaguardando non solo la dignità di un giovane offeso nei suoi più elementari diritti, ma soprattutto il buon nome di un’azienda di interesse pubblico in cui non è possibile possa albergare simile ignoranza.”
Egidio Archero
Presidente Nazionale FAND-Associazione Italiana Diabetici
