La prima eclissi solare totale visibile dall’Europa in questo secolo ha già riempito strutture ricettive e località lungo la fascia di totalità. In alcune città le tariffe sono più che raddoppiate rispetto a un anno fa.
Spagna, 460mila turisti attesi e 1,5 milioni di viaggi in più: scatta il piano sicurezza
Una notte in hotel a Reykjavík per assistere all’eclissi totale del 12 agosto costa in media 793 dollari, oltre 680 euro, il 98% in più rispetto allo stesso giorno dello scorso anno. A La Coruña il rincaro arriva al 135%, con una tariffa media di 451 dollari, circa 390 euro.
Il fenomeno astronomico sarà visibile nella sua totalità in alcune aree europee, tra cui l’Islanda e il nord della Spagna. Proprio la Spagna si prepara a uno degli afflussi più consistenti: le autorità prevedono l’arrivo di 460mila turisti stranieri giunti appositamente per osservare l’eclissi. I rincari riguardano diverse località lungo il percorso. A Maiorca le camere costano circa 448 dollari, il 24% in più rispetto a un anno fa. A Santiago de Compostela l’aumento raggiunge il 34%, mentre a Bilbao arriva al 67%. In piccoli centri e villaggi molti alloggi risultano prenotati da mesi e alcuni turisti statunitensi hanno scelto scambi di abitazione con residenti della Castiglia e León.
L’afflusso previsto ha spinto le autorità spagnole a rafforzare anche le misure di sicurezza. Per mercoledì sono stimati 1,5 milioni di spostamenti in auto in più rispetto al normale e saranno schierati 35mila agenti. Il traffico nelle aree rurali potrebbe ostacolare l’accesso dei mezzi di soccorso proprio mentre caldo e vegetazione secca aumentano il pericolo di incendi. Virginia Barcones, segretaria generale per la protezione civile e le emergenze del ministero dell’Interno spagnolo, ha spiegato: “Abbiamo avuto un’estate estremamente difficile in Spagna, con un’altra serie di grandi incendi boschivi. Per questo motivo dobbiamo limitare qualsiasi tipo di attività che possa generare focolai”.
Sono vietati il parcheggio lungo le banchine stradali o vicino alla vegetazione secca, i barbecue e i fuochi d’artificio. La regione di Valencia ha inoltre chiuso i parchi naturali e vietato le passeggiate lungo i sentieri rurali. Lunedì sera risultavano attivi tre grandi incendi nelle province di Huelva, Segovia e Huesca. Gli incendi hanno già bruciato circa 200mila ettari in Spagna dall’inizio dell’anno, una superficie sei volte superiore a quella registrata nello stesso periodo del 2025. Domani il maxi afflusso legato all’eclissi si concentrerà proprio mentre le autorità cercano di limitare nuovi focolai e garantire l’accesso ai mezzi di emergenza.

