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Domenico Papalia, vietato il funerale pubblico: in 120 alla tumulazione del boss di ‘Ndrangheta all’alba a Platì

La salma di Domenico Papalia sarà tumulata alle 6 a Platì. Vietate le esequie pubbliche, circa 120 persone al cimitero

Domenico Papalia, vietato il funerale pubblico: in 120 alla tumulazione del boss di ‘Ndrangheta all’alba a Platì

La salma di Domenico Papalia è stata tumulata alle 6 di questa mattina nel cimitero comunale di Platì, in provincia di Reggio Calabria. La Questura aveva vietato le esequie pubbliche e disposto che la cerimonia si svolgesse direttamente e in forma privata al cimitero.

Alla tumulazione hanno partecipato circa 120 persone tra familiari e conoscenti, alcune arrivate dal Nord Italia e dall’estero. L’area è stata presidiata da una quarantina di appartenenti a Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. La cerimonia si è conclusa senza tensioni.

‘Ndrangheta, Domenico Papalia: la tumulazione alle 6 e cimitero presidiato dalle forze dell’ordine

L’ingresso al cimitero di Platì è iniziato nelle prime ore del mattino. Secondo quanto riferito da Klaus Davi, unico giornalista presente alle esequie, parenti e conoscenti erano arrivati già dalle 5 e intorno alle 6 le persone ammesse alla cerimonia erano circa 120.

Il dispositivo di sicurezza ha coinvolto Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza. L’accesso è stato filtrato e consentito ai familiari e agli stretti conoscenti del defunto.

Nella cappella del cimitero si è svolto un breve momento religioso con canti e preghiere, durato circa 25 minuti. Il feretro è stato successivamente tumulato nella cappella della famiglia Papalia. Al termine i presenti hanno accompagnato la conclusione della cerimonia con un applauso. Non si sono registrati momenti di tensione.

‘Ndrangheta, Domenico Papalia: perché la Questura ha vietato le esequie pubbliche

La Questura di Reggio Calabria aveva disposto il divieto di funerali pubblici per ragioni di ordine pubblico. Il provvedimento ha escluso quindi cortei funebri e cerimonie aperte, prevedendo il trasferimento diretto del feretro al cimitero e la tumulazione in forma privata. La stessa modalità è stata confermata da più fonti locali presenti questa mattina a Platì.

La salma era arrivata in Calabria sabato da Milano, scortata durante il trasferimento dalle forze dell’ordine e senza soste, secondo quanto riferito da funzionari del commissariato di Bovalino.

Prima della partenza era stata eseguita l’autopsia disposta dalla Procura di Milano. Dopo gli accertamenti è arrivato il nulla osta dell’autorità giudiziaria per il trasferimento e la sepoltura.

‘Ndrangheta, chi era Domenico Papalia

Domenico Papalia, conosciuto come “don Micu“, era originario di Platì ed è stato indicato dagli investigatori come uno degli esponenti storici della ‘Ndrangheta radicata in Lombardia insieme ai fratelli Rocco e Antonio.

Papalia aveva 81 anni ed è morto il 26 agosto all’ospedale San Paolo di Milano, dove era ricoverato per un tumore. Era stato scarcerato poche settimane prima, nel luglio 2026, dopo 49 anni di detenzione.

Nel corso della sua vicenda giudiziaria aveva ricevuto più condanne definitive. Tra queste, quelle per l’omicidio dell’avvocato Pietro Labate, avvenuto a Milano nel 1983, e come mandante dell’omicidio di Umberto Morbile, educatore del carcere di Opera ucciso nel 1990. Si era sempre dichiarato innocente.

La tumulazione di questa mattina si è svolta quindi senza funerale pubblico e sotto un controllo straordinario delle forze dell’ordine, con accesso limitato ai familiari e ai conoscenti autorizzati.

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