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Cronache
Uccisa in casa dal marito, che simula incidente e chiama onoranze funebri


A poche ore dalla celebrazione per la festa della donna l'ennesimo caso di femminicidio nel Lazio. Un operaio edile di Veroli al culmine di un litigio ha lanciato dalle scale la convivente uccidendola. Il fatto è accaduto la notte scorsa nella zona periferica Giglio di Veroli, in via Mignardi. La donna, 46 anni, è stata trovata priva di vita ai piedi delle scale all'interno della sua abitazione. In un primo momento si era pensato ad un incidente domestico o a un malore che l'aveva colpita nelle prime ore del mattino, dopo che lo stesso compagno era uscito di casa per andare a lavorare. Invece i rilievi dei carabinieri del reparto operativo provinciale e quelli della compagnia di Alatri hanno fatto emergere ben altra verità. L'uomo secondo indiscrezioni avrebbe ammesso le proprie responsabilità.

È accaduto oggi a Veroli dove i carabinieri della compagnia di Alatri hanno messo in stato di fermo di polizia F.S. 44 anni contestandogli l'ipotesi di reato di omicidio. Questa mattina, la morte di sua moglie, Silvana Spaziani, 45enne originaria di Torrice, è sembrata quantomeno sospetta e, per questo, qualcuno ha informato i carabinieri. Gli uomini del capitano Antonio Contente, hanno indagato e in poche ore hanno raccolto elementi tali da far ipotizzare che il 44enne, ieri sera, durante un litigio con la consorte, l'abbia prima picchiata e poi scaraventata giù dalle scale di casa. Per questo sarebbe morta e l'uomo, ha quindi chiamato le onoranze funebri per tentare di mettere una pietra tombale sulla consorte e sulle sue responsabilità.

VIOLENZA DONNE, NEL LAZIO SONO 22 LE STRUTTURE E 13 SPORTELLI ATTIVI
Sono 22 le strutture antiviolenza censite nel novembre 2013 dall'assessorato regionale alle Politiche sociali: 5 centri antiviolenza e 7 centri con case rifugio ad indirizzo segreto, tutti gestiti da associazioni di donne, a cui si affiancano 10 sportelli antiviolenza che svolgono principalmente attività di informazione e indirizzo verso i centri. I dati sono stati illustrati dall'assessore regionale alle Politiche sociali, Rita Visini, nel corso della presentazione, nella sede della Regione Lazio, della proposta di legge numero 33 sul "Riordino delle disposizioni per contrastare la violenza contro le donne", la cui approvazione da parte del Consiglio regionale del Lazio è avvenuta nella mercoledà 5 marzo. Questa prima mappatura delle strutture presenti nel Lazio che si occupano del contrasto alla violenza di genere e' stata realizzata sulla base di un'indagine svolta dalla Filas (Finanziaria di sviluppo della Regione Lazio).

Delle 22 strutture censite, 17 si trovano in provincia di Roma (4 centri, 5 case rifugio ed 8 sportelli); uno sportello a Frosinone, uno a Rieti, 2 case rifugio a Latina ed un centro antiviolenza a Viterbo. In totale, dunque, i posti in residenza protetta sono 57: 42 nelle 5 case di rifugio della provincia di Roma e 15 nelle 2 di Latina. A questi letti se ne aggiungono 38 disponibili presso altre strutture di accoglienza, principalmente case famiglia, e 28 presso case ad indirizzo segreto. Oltre alle 22 strutture censite, sono attivi 13 sportelli all'interno di diverse strutture sanitarie del Lazio, (11 in provincia di Roma , uno a Rieti e uno a Viterbo) e 3 sportelli di consulenza legale, uno presso il tribunale dei minori di Roma, gestito dall'associazione Differenza donna e gli altri due coordinati da associazioni di avvocati donna. I servizi per il contrasto alla violenza contro le donne verranno potenziati grazie alla legge 33, ma saranno anche estesi a tutto il territorio regionale: c'ß infatti una buona copertura nella provincia di Roma, mentre la rete risulta, "insufficiente nel resto del Lazio", come ha spiegato l'assessore Visini. "Le Politiche sociali rientrano di diritto in questa materia - ha commentato ancora - perchá si occupano della rete dei servizi offerti dai centri antiviolenza". Ora che la legge ß stata approvata, il compito delle istituzioni, ha concluso l'assessore, sarà "fare in modo che il testo non rimanga solo carta scritta".

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