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Doppia tragedia a San Vito Lo Capo, esalazioni killer al depuratore: morti un operaio e il soccorritore del 118 che provava a rianimarlo

Il depuratore non sarebbe mai stato collaudato, nel 2016 la struttura sotto sequestro

Doppia tragedia a San Vito Lo Capo, esalazioni killer al depuratore: morti un operaio e il soccorritore del 118 che provava a rianimarlo

Tragedia al depuratore di San Vito Lo Capo: morti un operaio e un soccorritore del 118

Tragedia a San Vito Lo Capo, nel Trapanese, dove due persone sono morte dopo essere rimaste esposte alle esalazioni provenienti da un depuratore. La prima vittima è Davide Anselmo, operaio della ditta che gestisce l’impianto. L’uomo si trovava all’interno della struttura, nella zona della Tonnara del Secco, a circa tre chilometri dal centro abitato, quando si è sentito male. Poco dopo è arrivato il personale del 118 per prestare soccorso. Durante le operazioni di rianimazione, anche Francesco Bulgarella, operatore del 118, si è sentito male. L’uomo stava praticando il massaggio cardiaco ad Anselmo quando sarebbe stato a sua volta colpito dalle esalazioni. Per entrambi i soccorritori i tentativi di rianimazione sono risultati inutili.

Secondo le prime informazioni, Anselmo si trovava nell’impianto per effettuare alcuni controlli quando ha accusato il malore. Tra le ipotesi al vaglio c’è quella di un arresto cardiaco provocato dall’esposizione ai gas presenti nell’impianto, ma saranno gli accertamenti a stabilire con precisione le cause della morte. La situazione è diventata drammatica anche durante i soccorsi. Bulgarella, operatore del 118, ha iniziato a praticare il massaggio cardiaco all’operaio, ma poco dopo si è sentito male. Anche per lui non c’è stato nulla da fare. Una tragedia nella tragedia, con un soccorritore che ha perso la vita mentre cercava di salvare quella dell’operaio. Sul posto i carabinieri e gli ispettori del servizio Spresal dell’Azienda sanitaria provinciale.

Già nel 2016 la struttura comunale di San Vito Lo Capo era stata sottoposta a sequestro preventivo dalla Capitaneria di porto nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Trapani per un presunto inquinamento delle acque marine. Il depuratore, installato nel 2010, secondo quanto emerso allora dalle indagini della Capitaneria, non sarebbe mai stato collaudato. Anche l’Arpa aveva segnalato in passato alcune anomalie relative al sistema di depurazione. Il Comune aveva comunque affidato la manutenzione dell’impianto a una società privata. Si tratta, naturalmente, di fatti risalenti a dieci anni fa che dovranno essere tenuti distinti dall’incidente avvenuto oggi: saranno le indagini in corso a stabilire se esista o meno un collegamento tra le problematiche del passato e la tragedia di queste ore.

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