14 settembre: 1° giorno di scuola. E’ la data segnata sul diario o sul cellulare dei ragazzi di molte regioni. La campanella non suonerà però per i quasi mille studenti dell’alberghiero Santa Marta di Pesaro. Anzi, le lezioni non inizieranno prima del 5 ottobre e potrebbero slittare ulteriormente. Al ritorno tra i banchi, studenti e personale saranno dislocati su 5 sedi. Ma soprattutto i futuri cuochi, maître e addetti ai servizi di ricevimento non disporranno almeno fino a gennaio di un posto per le esercitazioni pratiche. Una mazzata per i tanti aspiranti Master Chef.
Il motivo? Un classico ormai: scuola inagibile a seguito di un crollo di alcuni controsoffitti. I lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza dello stabile di 6mila mq procedono spediti, ma alcune parti dell’edificio saranno un cantiere aperto per mesi. Le ispezioni hanno attestato la pericolosità della struttura, lasciata da anni dalla Provincia di Pesaro e Urbino in uno stato di manutenzione inadeguata. “Mancano i soldi” era la risposta di rito alle ripetute ed insistenti segnalazioni che cadevano nel vuoto. L’ente Provincia è ormai agli sgoccioli, funzionari ed impiegati hanno la valigia in mano ed un futuro lavorativo a dir poco nebuloso. In queste condizioni anche sistemare una tapparella diventava un problema quasi insormontabile. E così alla fine il conto si presenta salatissimo e difficilmente quantificabile. Non basteranno i 200mila euro stanziati per l’emergenza ed è già scattata una difficile corsa ad ostacoli alla ricerca di fondi, anche perché l’edificio non era stato incluso nell’ultimo piano regionale triennale di edilizia scolastica .
Nell’anno della Buona scuola, con il governo che annuncia 4 miliardi di investimenti per l’edilizia, l’innovazione ed i laboratori scolastici, l’impasse e le contraddizioni tra annunci e realtà sono evidenti. Adesso le istituzioni locali cercano di correre ai ripari, ma non sarà facile reperire le risorse necessarie per mettere in sicurezza anche le altre scuole della provincia di Pesaro e Urbino, che necessitano di interventi urgenti per almeno 8,5 milioni di euro. ll passaggio di competenze nella gestione delle scuole superiori, determinato dal processo istituzionale di “svuotamento delle provincie”, rende ogni procedura intricata. E così va in scena il rimpallo di responsabilità a tutti i livelli.
Molti provvedimenti sono poi di difficile applicazione per la Provincia. Prendiamo ad esempio il capitolo scuole sicure del Decreto del Fare del 2014. Ogni ente poteva indicare una sola scuola oggetto di interventi. Facile se sei un piccolo comune, molto meno se sei un ente territoriale più grande con tanti edifici scolastici messi uno peggio dell’altro. Le responsabilità comunque vengono da lontano perché paradossalmente le poche scuole a norma nella provincia di Pesaro e Urbino sono quasi tutte non statali per rispondere ai requisiti di sicurezza necessari per ottenere lo status di scuola paritaria. Invece le pubbliche, nonostante le leggi sull’accessibilità siano vecchie di decenni, presentano barriere architettoniche e spesso sono prive di bagni per disabili,come avviene al Santa Marta frequentato da oltre 40 studenti con sostegno.
Il cantiere dell’alberghiero di Pesaro, situato in un edificio storico con vista mare, è uno smacco per un territorio a forte tradizione enogastronomica ed imbarazza la politica, soprattutto il PD che da queste parti governa tutto, dal Consiglio di quartiere alla Regione. Critiche anche per il sindaco Matteo Ricci,vicepresidente nazionale Pd vicinissimo a Renzi, nonché fino al 2014 presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, nell’occhio del ciclone per la gestione recente dell’edilizia scolastica.
Renzi ha scelto proprio Pesaro per inaugurare a fine agosto il tour dei 100 teatri dedicato ad illustrare i risultati del governo anche nel settore dell’edilizia scolastica. Studenti, genitori e insegnanti erano in piazza ad accogliere il premier, ma sono stati tenuti a debita distanza. La distanza più pericolosa è forse però quella tra le promesse scritte sulla famosa lavagna di Renzi e la fragilità dei soffitti delle aule.
Gmc

