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Del Vecchio: “Delfin scelga l’offerta migliore. Milleri non può decidere da solo”

Leonardo Maria Del Vecchio a Cernobbio rilancia sul risiko bancario, chiede più condivisione in Delfin e apre a una nuova fase.

Del Vecchio: “Delfin scelga l’offerta migliore. Milleri non può decidere da solo”

“Credo che tutti i soci di Delfin ragioneranno per identificare la migliore offerta economica e la migliore prospettiva per il futuro. Senza tralasciare la doverosa attenzione al sistema paese Italia”. Così Leonardo Maria del Vecchio intercettato dai cronisti a margine del Forum Teha in corso a Cernobbio risponde a una domanda sul risiko bancario.

“Se mi si chiede se si debba creare un campione italiano finanziario che vada a competere con le più grandi banche europee? Assolutamente sì. E questo era un sogno anche del fondatore. Quindi creare un campione italiano finanziario assicurativo? Assolutamente sì”, risponde Del Vecchio. Ma bisogna “farlo nella maniera migliore e farlo col consenso dei soci”. Quindi non è un tema su cui può decidere solo Milleri? “No, assolutamente no”, a risposto. “Si chiamerebbe MilDelfin, o Milfin, non Delfin”.

In merito a un eventuale cambio della governance di Luxottica: “Io auspico un cambio delle strategie e auspico una nuova fase”.

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Sulla richiesta al revisore e l’indagine sul conflitto di interessi nel Cda quali sono i punti che non tornano nella storia di Delfin? “Sicuramente è stata richiesta un’indagine e voi avete pezzi della lettera. – afferma Del Vecchio – Posto che sono stati nominati revisori, penso che sia giusto far rispondere loro. Quindi vorrei che facessero loro il lavoro che in questi anni forse è mancato, sicuramente a livello di informative e sicuramente a livello di condivisione di piani strategici con gli azionisti da parte del board”.

Delfin preferisce l’Opas di Intesa Sp o la doppia mossa di Lovaglio su Mps. “Ancora nessun sondaggio. Non ce l’hanno ancora chiesto, spero che ce lo chiederanno”.

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C’è ancora fiducia nel Cda di Delfin? “C’è molto attesa dopo quattro anni di inattività o attività diversa da quello che dovrebbe essere il ruolo di custodi. – conclude Del Vecchio – Posto che il loro mandato è a vita, quindi non sono nominati ogni tre anni come manager di qualsiasi altra società. La custodia e l’esecuzione testamentaria è mancata tutt’ora, penso di essere stato l’unico e la persona più attiva nel cercare di chiudere la questione, molto di più che scalare le quote di Delfin la questione era chiudere la successione di nostro padre. Il resto è storia. Ora vorrei che i board member facessero i board member, ma che lo facessero a tempo pieno, non part time”.

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