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E’ ora di studiare davvero i terremoti, non lo spazio

Gli extraterresti non uccidono, le scosse sismiche sì

Le esplorazioni spaziali cominciano a starmi sullo stomaco. Costano miliardi e a questo punto sono inutili, meglio se questi soldi venissero spesi per le ricerche sui terremoti e l’inquinamento oceanico.
Bisogna ammettere…

Questo intervento è uscito negli Usa il 17 maggio del 2016

Le esplorazioni spaziali cominciano a starmi sullo stomaco. Costano miliardi e a questo punto sono inutili, meglio se questi soldi venissero spesi per le ricerche sui terremoti e l’inquinamento oceanico.
Bisogna ammettere che i ricercatori spaziali sanno sfruttare i politici ed i media meglio degli ocenografi e geologi. Appena questi “speziati” spaziali scoprono un altro pianeta (cosa non difficile considerando che ce ne sono un’infinitá) ottengono subito le prime pagine dei giornali. Poi sanno anche come stuzzicare l’interesse della gente con dichiarazioni come, “sul pianeta si sono scoperte tracce d’acqua che indicano la possibilitá di vita”.
Ora mi chiedo, cosa fa pensare a questi astronomi che l’esistenza di un extraterrestre debba essere per forza legata all’acqua? Non é pensabile che un’altra forma di vita sia possible fuori dei parametri umani? E perché si pensa che gli alieni possano sopravvivere sulla terra?
É vero che i quattro elementi piú comuni nell’universo che conosciamo sono idrogeno, elio, carbonio e ossigeno, pertanto si presume che, se ci fosse vita in altri pianeti, questa userebbe un misto di questi elementi. Peró é anche possibile che ci siano elementi a noi ancora sconosciuti, oppure delle misture strane che genererebbero altre forme di vita. Non é che gli extraterrestri debbano assomigliare a ció che Hollywood ci propone da anni.
Poi non so perché Hollywood sia piú affascinato dallo spazio (11 film sul tema solo nel 2016 ) che dalla terra. Il film piú recente ambientato nel centro della terra é del 2008, mentre quello sugli abissi marini é addirittura del 1989 (“The Abyss” di James Cameron).
Infine, la legge della relativitá é valida anche per gli extraterrestri? Se questa fosse valida e gli alieni riuscissero a viaggiare quasi alla velocitá della luce provenienti da una distanza di 100 anni luce (cioé 950.000 miliardi di chilometri), per avvistarli oggi significa che avrebbero dovuto lasciare il loro pianeta 500 anni fa, che peró per loro, nello spazio, si riducono a 20 anni e quando tornerebbero nel loro pianeta invecchiati di soli 40 anni, si ritroverebbero con un pianeta di 1.000 anni piú vecchio.
Considero le esplorazioni spaziali meno necessarie di quelle terrestri perché il mondo é soggetto a milioni di terremoti l’anno, seppur quelli dannosi siano circa 20.000. In Italia si verificano 10 terremoti al giorno, mentre negli Usa se ne registrano giornalmente da 8 a 23. I terremoti causano piú danni delle meteoriti (dal 1970 al 2012 i terremoti hanno causato nel mondo una media annuale di 42.000 morti e da oltre 1.000 anni, nessuno per meteoriti) ed il pericolo teorico che la terra possa rischiare di essere colpita da una gigantesca meteorite puó essere giá risolto con il lancio di testate nucleari per farla esplodere nello spazio o far cambiare la traiettoria. Le tecnologie esistono di giá e la terra é al sicuro dai pericoli extraterrestri, é quindi ora di pensare alla terra, poiché si sa poco o niente sulle scosse telluriche ed ancora di meno sul mare, il cui inquinamento é piú reale e dannoso della potenziale distruzione della terra a causa di una meteorite.
A questo punto le ricerche geologiche ed ocenografiche apporterebbero piú scoperte scientifiche e sviluppi tecnologici di quelle dello spazio.