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Cronache
Ebola: il ministro Lorenzin riferisce in Senato. Ecco il discorso integrale

Beatrice Lorenzin, ministro della Salute

"Signor Presidente, gentili senatori, sono qui per fornire a nome del Governo e congiuntamente con il Vice Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale aggiornate informazioni - e anche una sintetica rappresentazione dell'evolversi del virus, sin dalla sua comparsa - in ordine al quadro, per altro in continua evoluzione, relativo all'epidemia del virus Ebola e in particolare alle ulteriori iniziative che il Governo intende adottare al fine di contrastare la diffusione dello stesso virus.

Come molti ormai sanno, il 21 marzo del 2014 il Ministero della salute della Guinea ha notificato all'Organizzazione mondiale della sanita' (OMS) un'epidemia a rapida evoluzione causata dal virus Ebola. Gia' in data 4 aprile, l'Italia, tra i primissimi Paesi al mondo - se non il primo - ha emanato una circolare per richiamare agli obblighi e alle procedure connesse per il trattamento e la prevenzione delle malattie emorragiche virali. Questo e' avvenuto, ovviamente, anche allertando i nostri uffici di frontiera e inoltre attivando immediatamente riunioni di coordinamento tra tutte le amministrazioni coinvolte".

"L'epidemia ha preso avvio nella Forest region, ai confini con gli Stati della Sierra Leone e della Liberia e ha coinvolto successivamente la capitale Conakry. Il primo caso in Liberia e' stato notificato il 30 marzo e in Sierra Leone il 25 maggio del presente anno. Deve aggiungersi che dal dicembre del 2013, quando l'epidemia avrebbe avuto effettivamente inizio, sono stati riportati dall'Organizzazione mondiale della sanita', - alla data 8 ottobre, cioe' la giornata di ieri, dati dell'ultimo report dell'OMS - 8.011 casi probabili, confermati e sospetti, inclusi 3.857 decessi, con un tasso di letalita' di circa il 46 per cento, in Guinea, Liberia e Sierra Leone. Tali dati - come e' facile intuire - sono soggetti a continue variazioni. In Nigeria, dove il virus Ebola e' stato introdotto nel mese di luglio dalla Liberia, sono stati registrati 20 casi e 8 decessi. Oltre al caso indice, si sono verificati casi secondari e terziari e, dopo il focolaio iniziale di Lagos, un cluster di casi e' stato registrato a Port Harcourt, con tre casi confermati. In Senegal e' stato registrato un solo caso di importazione dalla Guinea, senza ulteriori casi secondari.

Sia in Nigeria che in Senegal e' stato completato il periodo di sorveglianza sanitaria di 21 giorni, senza evidenza di nuovi casi di malattia, fatto molto importante visto l'alto numero della popolazione e i grandi legami commerciali tra i due Paesi. Pertanto, entro pochi giorni, se la situazione resta stabile, sia la Nigeria che il Senegal potranno essere rimossi dall'elenco dei Paesi da tenere sotto osservazione in relazione all'epidemia del virus Ebola. In ogni caso, si precisa che l'OMS non considera questi due Paesi tra quelli con ampia ed intensa trasmissione. Il focolaio attualmente in corso nella Repubblica Democratica del Congo, con 70 casi, di cui l'ultimo isolato il 25 settembre, e 43 decessi - dati aggiornati a ieri - e' del tutto indipendente da quelli dei Paesi dell'Africa occidentale. Anche in Congo vengono messe in atto misure di sorveglianza nei confronti dei soggetti che sono venuti in contatto con i casi di malattia che, in gran parte, hanno gia' superato il periodo di osservazione di 21 giorni senza sviluppare sintomi sospetti".

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