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Egitto, un giovane condannato per ateismo

Egitto, un giovane condannato per ateismo
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Tre anni di carcere in seguito all’accusa di “denigrare l’Islam, insultare Dio e il suo profeta”. Una pena durissima per un 21enne egiziano. Mentre in Francia è stato picchiato uno studente che, in seguito ai fatti di Parigi, aveva difeso la laicità con dei post sui social network
Egitto, un giovane condannato per ateismo

Un giovane di 21 anni è stato condannato  per ateismo da un tribunale in provincia di Beheira, nel nord dell’Egitto. La pena è di tre anni di carcere in seguito all’accusa di “denigrare una religione monoteista, l’Islam, insultare Dio e il suo profeta”. Il ragazzo aveva postato su Facebook le sue convinzioni e la legge egiziana è molto severa in materia. Si punisce l’insulto o la mancanza di rispetto verso le tre religioni monoteiste che la Costituzione riconosce e tutela nel Paese: Islam, cristianesimo ed ebraismo.

Lo studente sarà comunque libero su cauzione in attesa del processo di appello che dovrebbe iniziare il 9 marzo. Il suo avvocato Abdel Nabi ha spiegato. “Abbiamo pagato la caparra (circa 118 euro, ndr)”.

Dopo che il giovane aveva pubblicato il post sul social network si erano moltiplicate le molestie dei vicini nei suoi confronti. Lo studente era andato alla stazione di polizia per lamentarsi, ma lì è stato arrestato e portato in giudizio per aver insultato l’Islam.

Nel mese di giugno, un cristiano è stato condannato a sei anni di prigione perché aveva insultato il profeta Maometto su Facebook, causando scontri settari nel suo villaggio nel sud dell’Egitto.

Francia. Uno studente ferito da altri studenti dopo aver difeso la laicità – Otto giorni di convalescenza e una faccia gonfia. Uno studente della scuola tecnica e professionale Blaise Pascal Chateauroux ricorderà a lungo la sua posizione espressa su Facebook in seguito ai fatti di Parigi. Il ragazzo aveva postato messaggi inneggianti alla tolleranza e alla laicità. Tre studenti, 15 e 16 anni lo hanno atteso al parcheggio biciclette della scuola, tendendogli un agguato. I tre aggressori “hanno sentito attaccata nella loro religione (…) hanno deciso di vendicarsi”, ha spiegato Fabien Lascaux, il preside della scuola. La scuola è situato in una zona sensibile, nota per traffico di droga, ma non si erano mai verificati incidenti di questo tipo.  “Durante il minuto di silenzio per le vittime dell’attentato, i ragazzi si erano raccolti con una erano maggioranza schiacciante”. . Per quanto riguarda il giovane ferito, non vuole cambiare scuola e vuole tornare a scuola una volta guarite le sue ferite.