La ciclosporiasi è un’infezione intestinale provocata dal parassita Cyclospora cayetanensis. Si trasmette soprattutto ingerendo acqua, frutta, verdura o altri alimenti contaminati.
Epidemia ciclosporiasi: come avviene il contagio
Cyclospora cayetanensis è un parassita microscopico che infetta l’intestino umano. Le persone si ammalano dopo avere ingerito acqua o cibo contaminato da materiale fecale.
I prodotti freschi consumati crudi sono spesso coinvolti nei focolai, perché non subiscono trattamenti capaci di eliminare il parassita. Insalate, erbe aromatiche, frutti di bosco e altri vegetali possono essere contaminati durante la coltivazione, il lavaggio o la distribuzione. In Italia, invece, il Ministero della Salute ha confermato il richiamo alimentare di uova Eurospin per il rischio salmonella.
Il contagio diretto da una persona all’altra è considerato poco probabile. Il parassita eliminato con le feci deve infatti maturare nell’ambiente prima di diventare infettivo.
Negli USA i casi sono aumentati in numerosi Stati. Le autorità sanitarie stanno indagando sulla provenienza degli alimenti interessati e sui collegamenti tra i diversi focolai. Come riporta SkyTG24, In Michigan sono stati segnalati circa 11mila casi e 2 decessi per aver ingerito insalata contaminata.
Epidemia ciclosporiasi: quali sono i sintomi
Il disturbo più frequente è una diarrea acquosa, improvvisa e ripetuta. Può durare molti giorni, interrompersi e ricomparire. Gli altri sintomi comprendono:
- perdita di appetito;
- dimagrimento;
- crampi e dolori addominali;
- gonfiore;
- nausea;
- aumento dei gas intestinali;
- stanchezza;
- febbre lieve;
- dolori muscolari.
L’incubazione dura in genere circa una settimana, ma può variare. Alcune persone infette non sviluppano sintomi.
La diarrea prolungata può provocare disidratazione, soprattutto durante i periodi molto caldi. Bocca asciutta, riduzione della quantità di urina, vertigini e debolezza richiedono attenzione, in particolare nei bambini e negli anziani.
Epidemia di ciclosporiasi: Diagnosi, cura e rischio in Italia
La diagnosi viene effettuata attraverso l’analisi di campioni di feci. La presenza del parassita può essere intermittente e il medico può richiedere più campioni raccolti in giorni diversi.
La terapia utilizzata più frequentemente è una combinazione antibiotica prescritta dal medico. Senza un trattamento adeguato, i sintomi possono proseguire per settimane o ripresentarsi dopo un miglioramento temporaneo.
Bere liquidi e reintegrare i sali aiuta a contrastare la disidratazione, ma non sostituisce la valutazione sanitaria quando la diarrea è intensa o persistente.
In Italia la ciclosporiasi è considerata rara e non risulta un allarme generalizzato per la popolazione. I casi sono più spesso associati a viaggi in aree dove il parassita è diffuso o al consumo di alimenti freschi importati e contaminati.
Lavare frutta e verdura riduce il rischio, anche se non garantisce sempre l’eliminazione completa del parassita. Chi presenta diarrea prolungata dopo un viaggio o dopo il consumo di prodotti sospetti deve riferire queste informazioni al medico, così da orientare gli esami diagnostici.

