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Eredità Agnelli, i fratelli Elkann si dividono sugli avvocati: Lapo passa a Chiomenti

John e Ginevra restano con lo studio Pedersoli Gattai, mentre il fratello minore si affida a Filippo Modulo

Eredità Agnelli, i fratelli Elkann si dividono sugli avvocati: Lapo passa a Chiomenti
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Eredità Agnelli, i fratelli Elkann si dividono sugli avvocati

Per la prima volta da quando è iniziata la battaglia giudiziaria sull’eredità di Marella Caracciolo, i tre fratelli Elkann non hanno più gli stessi legali. Lapo ha scelto Filippo Modulo, managing partner di Chiomenti, uno dei più grandi studi legali italiani. Ha così lasciato Eugenio Barcellona e Carlo Re dello studio Pedersoli Gattai, che continueranno a difendere John e Ginevra nella causa civile intentata dalla madre, Margherita Agnelli de Pahlen, davanti al Tribunale di Torino.

Rinforzo o strategia diversa?

Il cambio si può leggere in due modi. La versione più rassicurante parla di un semplice rafforzamento: più avvocati di primo piano, un livello professionale più alto e la stessa linea difensiva per tutti e tre. L’altra ipotesi, che solo le prossime udienze potranno chiarire, è che Lapo voglia prendere una strada sua, diversa da quella del fratello e della sorella.

A rendere credibile questa seconda lettura ci sono le voci dei mesi scorsi su un possibile riavvicinamento tra Lapo e la madre. Vivono entrambi da anni in Svizzera, e Margherita risiede a Ginevra. Nessuno dei due ha mai confermato quelle indiscrezioni, ma nessuno le ha smentite.

Cosa c’è in gioco

Al centro della causa c’è lo Chalet Icy di Lauenen, a pochi chilometri da Gstaad, che risultava come residenza di Marella fino alla sua morte, il 23 febbraio 2019. Per Margherita quella residenza era fittizia. Se il tribunale le desse ragione, il testamento svizzero della madre sarebbe nullo e l’eredità, sia la parte estera sia quella italiana, andrebbe a lei.

Le conseguenze potrebbero andare oltre il patrimonio personale. Potrebbe finire in discussione anche la titolarità delle quote della Dicembre, la società attraverso cui John Elkann controlla l’olandese Giovanni Agnelli BV e, a cascata, Exor e l’intero impero di famiglia. Davanti alla giudice Nicoletta Aloj è stata sentita come testimone Renate Elsasser. Era stata assunta il 1° aprile 2017 come governante e house manager dello chalet.

L’inchiesta penale

Il tribunale civile ha acquisito tutti gli atti dell’indagine della Procura di Torino. I pm Marco Gianoglio, Mario Bendoni e Giulia Marchetti ritengono di poter dimostrare che lo chalet restasse disabitato per gran parte dell’anno.

Sarebbe stata cioè una “casa dei letti freddi”, come in Svizzera si chiamano le abitazioni usate solo per costruire false residenze a fini fiscali. Per Lapo e Ginevra il procedimento è stato archiviato. Per John, invece, i magistrati hanno chiesto il rinvio a giudizio per truffa ai danni dello Stato ed evasione fiscale fraudolenta. L’udienza preliminare riprenderà il 16 ottobre.