Marte è già il passato. Le esplorazioni dello spazio proseguono. E puntano dritte su alcune lune del sistema solare, dove, ipotizzano gli scienziati “sarà possibile trovare forme di vita“.
Gli occhi restano puntati sul pianeta rosso, che per condizioni è il più vicino alla Terra. Per ora non sono state traovate tracce di vita, ma Nasa ed Esa (l’agenzia spaziale americana e quella europea) non mollano. Anche se già guardano altrove. Ad esempio su Europa, una delle lune del gigantesco Giove. Oppure Titano, che orbita intorno a Saturno. Sono questi i due satelliti sui quali si punta per scoprire esseri extraterrestri.
Sarà un processo lungo e le esplorazioni richiederanno anni. Si avvicina intanto il momento in cui Juno, sonda lanciata della Nasa, arriverà nell’orbita di Giove: appuntamento al 2016. Nel 2022 potrebbe essere il turno dell’Esa. Il progetto Juice intende raggiungere Giove e dare un’occhiata alle lune Ganimede, Callisto e, soprattuto Europa. Gli scienziati sperano di confermare quello che, per ora, resta un’ipotesi: verificare se al di sotto dello strato di ghiaccio che avvoge Europa c’è acqua liquida. Se così fosse, aumenterebbero esponenzialmente le probabilità di rintracciare forme di vita extraterrestri.
I ricercatori protagonisti del progetto ne sono certi: “Ci sono possibilità concrete di trovare forme di vita elementari nell’oceano di Europa”. E Titano? La luna di Saturno è meno ospitale. Visitata dal lander Huygens nel 2004 e osservata dalla sonda Cassini, ha svelato oceani, laghi e fiumi. Peccato però che non siano di acqua, ma di etano e metano liquidi, con una temperatura di -180°. Come dire: un po’ freddino. Anche se non mastano le gelate per fermare la ricerca di nuove forme di vita.
