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Eddie Brock – ultimo a Sanremo 2026 – e il grande classico romano: “Nun ce vonno sta”. Quando perdere diventa un complotto

Eddie Brock torna a parlare del trentesimo e ultimo posto ottenuto a Sanremo con “Avvoltoi” e critica amicizie interessate e presunte “marchette” dei colleghi. Una storia perfetta per il più romano dei commenti ironici.

Eddie Brock – ultimo a Sanremo 2026 – e il grande classico romano: “Nun ce vonno sta”. Quando perdere diventa un complotto

Cinque mesi dopo Sanremo, Eddie Brock torna sull’ultimo posto con “Avvoltoi” e punzecchia colleghi e ambiente: troppe “marchette”, troppe amicizie evaporate. Ma a Roma la diagnosi sarebbe molto più semplice: nun ce vonno sta! Bisogna saper perdere, cantava Caterina Caselli. Evidentemente il messaggio non è ancora arrivato ovunque. Soprattutto quando c’è di mezzo Sanremo, luogo nel quale il vincitore ringrazia tutti e l’ultimo, prima o poi, comincia a chiedersi chi abbia truccato il mazzo.

Eddie Brock, cantautore romano arrivato trentesimo e ultimo al Festival con il brano Avvoltoi, è tornato sull’esperienza sanremese durante un appuntamento in provincia di Salerno. E, cinque mesi dopo, qualche sassolino nelle scarpe evidentemente continuava a fare male.

Gli amici spariti dopo il Festival

Brock ha raccontato una settimana sanremese stressante, ma soprattutto una curiosa metamorfosi dell’amicizia: prima del Festival tutti amici, dopo molto meno. Fenomeno antico quanto l’umanità, per carità. Ma che dalle parti di Roma potrebbe essere riassunto senza bisogno di sociologi: nun ce vonno sta.

Quando le cose girano male, infatti, accettare che qualcuno abbia preso più voti, convinto maggiormente il pubblico o semplicemente avuto una serata migliore diventa esercizio complicato. Molto più rassicurante pensare che dietro ci siano strategie, convenienze, cordate e conoscenze giuste.

“Più marchette di me”: la frecciata dopo l’ultimo posto

Brock ha spiegato che proprio dall’osservazione delle persone pronte ad avvicinarsi nei momenti di fragilità sarebbe nata “Avvoltoi”. Poi la stilettata finale: la canzone sarebbe arrivata ultima perché altri avrebbero fatto “più marchette” di lui.

Possibile. A Sanremo, del resto, dietro ogni tenda può nascondersi una teoria.

Resta però un dettaglio: essere ultimi al Festival non è necessariamente una disgrazia. La storia sanremese è piena di bocciati, dimenticati dalle giurie e poi promossi dal pubblico, mentre di parecchi vincitori si sono perse le tracce prima ancora di togliere i fiori dal palco dell’Ariston.

Insomma, Eddie, consolati. Essere ultimo può perfino diventare aristocratico. Stacce…