C’è un momento, durante la Fashion Week, in cui il calendario smette di essere una sequenza di appuntamenti e diventa una conversazione. È successo ieri, mercoledì 23 settembre. Nel giro di poche ore Milano ha visto passare sulla stessa ideale passerella il rigore di Jil Sander, la teatralità di Antonio Marras, la nuova fase di Fendi, il colore di Missoni e l’immaginario di Etro. Nomi molto diversi, chiamati tutti a rispondere alla stessa domanda: che cosa desideriamo indossare nella primavera estate 2027? Dopo l’apertura di martedì con Prada, la seconda giornata ha dato subito la misura di questa edizione. Si sono susseguiti Luisa Beccaria, Jil Sander, Daniela Gregis, Antonio Marras, Fendi, Vivetta, Missoni, MM6 Maison Margiela, Etro e Onitsuka Tiger. Dieci appuntamenti che raccontano la forza di Milano meglio di qualsiasi slogan: qui convivono le grandi maison, i marchi dall’identità consolidata e le ricerche che scelgono strade meno prevedibili.
Fendi, il corpo prima dell’immagine
La sfilata più attesa della giornata era quella delle 14: Fendi. Per Maria Grazia Chiuri, la collezione primavera estate 2027 è un nuovo passaggio nella costruzione della propria visione per la maison romana. In passerella il punto di partenza è stato il rapporto fra corpo e vestito: bra, boxer e sottovesti escono dall’intimità e partecipano alla costruzione del guardaroba. Gli abiti lasciano spazio a combinazioni meno vincolate alle tradizionali divisioni di genere.
È una scelta che apre anche una questione più ampia. Un marchio storico come Fendi deve essere riconoscibile, ma deve saper parlare al presente senza affidarsi soltanto ai propri simboli. Chiuri sembra cercare la risposta nella persona che indossa i capi: nel modo in cui li sceglie, li sovrappone e li fa propri. La sfilata suggerisce che il lusso, oggi, possa esprimersi anche nella libertà di abitare un abito. Per una maison di questa importanza, naturalmente, la passerella è soltanto l’inizio. Una collezione deve diventare desiderabile negli armadi e credibile nelle boutique, oltre che convincente nelle fotografie dello show. È su questa distanza fra immagine e vita reale che si misurerà la forza della proposta.
Jil Sander e il valore dell’imperfezione
La mattina aveva già offerto un’altra riflessione con Jil Sander. Simone Bellotti ha portato avanti una ricerca che prende le mosse dall’imperfezione: la vulnerabilità entra nel linguaggio degli abiti e la fragilità può diventare una forma di forza. È un tema interessante per una casa associata a linee precise e a un’estetica essenziale, perché chiede alla forma di trasmettere qualcosa che va oltre il controllo. La pulizia, da sola, non basta a rendere memorabile una collezione. Servono una tensione, un’emozione, un motivo per tornare a guardarla. È qui che la ricerca di Bellotti acquista interesse: prova a dare sensibilità a un linguaggio che potrebbe apparire distante. In una giornata piena di immagini e stimoli, Jil Sander ha chiesto attenzione ai dettagli.
Antonio Marras porta la moda fuori dalla cerchia degli invitati
Con Antonio Marras è cambiato tutto: atmosfera, ritmo, rapporto con il pubblico. Al Giardino Vincenzo Muccioli, lo stilista ha costruito una sfilata aperta anche alla città, trasformando lo spazio in una scena animata da un lungo banchetto di nozze. La presentazione della collezione è diventata un racconto, con quel gusto per il teatro e per la memoria che appartiene da sempre al suo universo creativo.
La scelta di aprire lo show al pubblico merita attenzione. In una Fashion Week che vive anche di inviti, accessi e posti assegnati, Marras ha cercato un contatto più diretto con Milano. Non è soltanto una questione di scenografia: vedere una sfilata dentro un giardino, fra gli alberi e le persone, cambia il modo in cui gli abiti vengono percepiti. Diventano parte di una storia condivisa. Marras conferma così una qualità preziosa: sa fare spettacolo senza perdere il filo del proprio racconto. Mentre molte collezioni scorrono rapidamente sugli schermi, la sua cerca di lasciare un’immagine nella memoria.
Missoni, la vacanza come modo di vestirsi
Nel pomeriggio Missoni ha guardato a un’estate libera e mobile. La collezione primavera estate 2027 esprime uno spirito di vacanza che può accompagnare anche la vita in città: camicie annodate una sull’altra, pantaloni maschili, maglieria accostata al denim. Gli abiti passano dal giorno alla sera, dai toni floreali e luminosi a quelli più terrosi, fino ai riflessi metallici. Il mare, qui, è più di una destinazione. È un’attitudine: vestirsi con spontaneità, mescolare capi e occasioni, conservare leggerezza anche lontano dalla spiaggia. Missoni possiede un patrimonio di segni e colori immediatamente riconoscibile. La sua sfida è farlo vivere in combinazioni nuove, senza perdere quella riconoscibilità che resta uno dei suoi punti di forza.
Una giornata di identità diverse
Accanto ai nomi che hanno attirato più attenzione, il 23 settembre ha dato spazio anche a Luisa Beccaria, Daniela Gregis e Vivetta; nella seconda parte della giornata sono arrivati MM6 Maison Margiela, Etro e Onitsuka Tiger. È proprio l’alternanza a rendere interessante il calendario. Si passa da una maison all’altra senza trovare una formula unica per la prossima estate. Forse è questo il tratto più evidente della Fashion Week di quest’anno: ogni marchio sembra dover chiarire con maggiore precisione chi è. In un mercato affollato, l’identità non può restare una parola da comunicato stampa. Deve vedersi nei capi, nel modo di presentarli e nella possibilità che qualcuno desideri davvero indossarli.
Ieri Milano ha mostrato più risposte. Fendi ha lavorato sulla libertà del corpo, Jil Sander sulla sensibilità della forma, Marras sulla forza del racconto, Missoni sulla gioia di mescolare. Sono visioni che non hanno bisogno di assomigliarsi per rendere forte una settimana della moda. Hanno bisogno di essere convincenti.
Chi sfila oggi, 24 settembre
Il programma di giovedì 24 settembre comincia alle 9.30 con Max Mara. Seguono Genny alle 10.30, Phan Dang Hoang alle 11.30 e Anteprima alle 12.30. Nel pomeriggio sono attesi Marni alle 14, Francesco Murano alle 15 e Alberta Ferretti alle 16. La sera il calendario prosegue con Roberto Cavalli alle 18 e Florania alle 19.


